Antisemitismo, Antisionismo e Debunking

Le “Radici” delle menzogne, in onda su Raitre

La televisione è uno strumento estremamente influente sul pubblico e per questo oggi è usata in tutto il mondo da chi ne ha le possibilità per “tirare l’acqua al suo mulino”, come vuole un detto. È quindi importante avere uno sguardo critico quando la si guarda in quanto circolano ogni tipo di informazioni e se non si conosce l’argomento si prendono per certi dei fatti che invece non lo sono. Soprattutto visto che chi ne parla è di solito un canale nazionale, e quindi affidabile.

Prendiamo ad esempio il programma “Radici” su Rai 3, che racconta storie di immigrati arrivati in Italia alla ricerca di fortuna. Ogni episodio, condotto da Davide Demichelis, ruota intorno ad una persona che mostra ai telespettatori la sua vita in Italia e la sua terra d’origine, spiegando le motivazioni che l’hanno spinto ad emigrare e le aspettative sul futuro.

Così, dopo solo dieci puntate dal 2011, il 18 ottobre è stata la volta di immigrati palestinesi. E fin qui nulla di strano. Però quando si parla di Palestina o di Israele qualcosa di subdolo c’è sempre perché si sa, il conflitto israelo-palestinese fa audience e parlare male degli israeliani ancora di più.

Così abbiamo visto tutto l’episodio assistendo a troppe informazioni imprecise e anche qualche menzogna.

Il protagonista del servizio è un uomo palestinese che ora vive a Brescia e ha fondato un’associazione per avvicinare italiani e palestinesi. L’episodio alterna momenti in Cisgiordania, in Israele e a Brescia, dove il protagonista risponde alle domande di Demichelis sulla sua vita e i motivi che l’hanno spinto ad emigrare. Ovviamente la causa di tutta la catastrofe, come la descrive lui (termine uguale a Shoah che vuol dire appunto catastrofe in ebraico), è Israele, finendo così per trasformare una puntata prettamente contro lo stato ebraico quando invece avrebbe dovuto trattare di immigrazione.

L’episodio comincia trattando il muro eretto tra Israele e Cisgiordania, del quale Demichelis dice che gli israeliani affermano di averlo costruito per evitare i continui attacchi terroristici che a inizio anni 2000 hanno colpito Israele, mentre secondo l’intervistato si tratta di “una vergogna”. Nessuna dichiarazione di vergogna, però, sui concittadini terroristi che fomentano l’odio verso gli ebrei ogni giorno da ben prima della nascita dello stato d’Israele e che hanno causato la costruzione del muro.

È interessante notare che poco dopo l’uomo palestinese condanna invece fermamente il terrorismo di matrice islamica e aggiunge che nel futuro vede uno stato palestinese laico e democratico. Laico significa anche accettare la costruzione di sinagoghe proprio come in Israele esistono moschee. È sicuro che ciò possa avvenire?

In questa puntata di Radici è emersa l’incapacità di autocritica e l’opinione che la causa della situazione attuale dei palestinesi sia solo ed esclusivamente ad Israele. Se noi italiani siamo molto scettici nei confronti della nostra classe politica, sembra invece che i palestinesi non ci pensino nemmeno. Infatti, l’intervistato porta i telespettatori nelle strade di diverse città della Cisgiordania e nei campi profughi lamentandosi delle condizioni in cui vivono puntando il dito, ancora una volta, contro Israele e basta.

Non è mai stato accennato alcunché sui consistenti fondi che Cisgiordania e Gaza ricevono ogni anno da governi e organizzazioni internazionali per ricostruire queste città. Secondo la World Bank, solo nel 2014 i palestinesi hanno ricevuto più di 2 miliardi e mezzo di dollari in fondi da tutto il mondo, così come negli anni precedenti raggiungendo un picco di 2.826.680.000 dollari solo nel 2009. Sarebbe stato molto interessante se Demichelis avesse chiesto al suo interlocutore come mai non vengano usati i fondi per ricostruire città ed infrastrutture oppure che fine abbiano fatto.
Non risulta una domanda pertinente al tema immigrazione? Allora non risulta pertinente nemmeno accusare un altro paese delle proprie disgrazie.

Insomma, ancora una volta è stato trasmesso un programma antisionista invece di prendere di petto la situazione palestinese e spiegare che la ragione del fallimento palestinese stia nei palestinesi stessi. Ci sono paesi che dopo guerre sanguinose si sono rimessi in sesto grazie alle donazioni internazionali (un esempio è l’Italia con il piano Marshall ma anche la Corea del Sud o… Israele stesso!). Per non parlare delle trattative di pace con Israele, in occasione delle quali i leader palestinesi si sono rifiutati di incontrare quelli israeliani.

Il programma è durato un’ora circa e sono state date troppe informazioni fuorvianti per poterle riassumere qui.
Ma la vera menzogna arriva solo più tardi. Dopo che il protagonista ha raccontato quanto gli manchino i territori verdi del nord di Israele (dimenticandosi che tutto l’impianto idrico è stato costruito dagli israeliani in quando fino a pochi decenni fa era tutto arido), oppure di come i palestinesi non abbiano accesso al mare (ma quindi gli abitanti di Gaza non sono palestinesi secondo lui?), o ancora che i profughi palestinesi sono 5 milioni (senza specificare che nel 1948 erano 600 mila circa e oggi sono così tanti perché solo i palestinesi ereditano lo status di rifugiato dal padre), l’uomo ha confessato a Demichelis di desiderare che la Palestina torni ad essere uno stato indipendente.
Anche in questa occasione Demichelis è stato in silenzio assecondando così un errore usato troppo spesso per cancellare la storia e nascondere il vero dramma della questione palestinese, ossia che un paese indipendente non lo è mai stato. Anche qui, sarebbe stato interessante chiedere al protagonista che valuta usava lo stato di Palestina prima di essere occupato da Israele, oppure chi sia stato il presidente palestinese che nel 1948 si è visto soffiare via il proprio stato sovrano.

Insomma, il servizio di “Radici” si è rivelato essere un lavoro mediocre e pressapochista, nel quale sono state date informazioni superficiali e si sono assecondate bugie profanando la storia proprio come in questi giorni sta facendo l’UNESCO.

1 Commento

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    Barbara Girardon Crespi

    19 Ottobre 2016 a 12:16

    Come al solito sudditanza e vigliaccheria nei confronti dei palestinesi e dei terroristi mussulmani in genere.

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