Antisemitismo, Antisionismo e Debunking

Arriva la legge per punire i fascisti del terzo millennio

La Camera sta discutendo una proposta di legge – primo firmatario l’on. Emanuele Fiano del Pd – relativa alI’introduzione dell’articolo 293-bis del codice penale e concernente il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista.
Il testo recita che “chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità, è punito con la reclusione da 6 mesi a 2 anni”. Non solo. Si prevede anche un aumento della pena di un terzo “se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici”.
Si tratta di un provvedimento che dovrà poi avere il via libera anche del Senato.
“A me rimane per sempre – ha detto Fiano – la frase che disse Giacomo Matteotti: qui non si tratta di reati di opinione perché il fascismo non è un’idea, è un crimine. Oggi c’è una sorta di benaltrismo, per cui si dice che i problemi sono la mancanza di lavoro, di pensione, di futuro. E allora perché occuparsi di vecchie cose.  Ma è il contrario – prosegue Fiano -, perché la crisi economica e la questione dei migranti sono il terreno di coltura per le idee neo fasciste e di estrema destra e razziste”.
Oltre a punire, secondo Fiano è necessario “educare. Se a scuola fossero mostrate le foto dei torturati di via Tasso, dei morti inceneriti di Auschwitz, dei civili trucidati a Marzabotto, forse alcuni giovani capirebbero la terribile menzogna in cui sono stati attratti”.
Sui social impazzano da anni pagine che inneggiano al fascismo, al nazismo o ai loro simboli. Spesso, in maniera strumentale e offensiva per un popolo che ha patito la Shoah, si fanno anche paragoni insultanti tra Israele e il nazismo. In molti mercatini e sagre di paese da anni vengono venduti oggetti di chiara marca fascista con la scusa che si tratta di “antiquariato”.
Addirittura in Veneto a qualcuno è venuto in mente di creare una spiaggia fascista: è successo a Chioggia, è una notizia che da giorni rimbalza sui media. Per non parlare di chi ormai ostenta, nella vita reale come su Facebook, il saluto romano.
Alcuni partiti, tra cui anche i 5 stelle oltre alla destra, contrastano il provvedimento accusandolo di essere “liberticida” e “fuori dal tempo”.
Non manca, in molti, l’atteggiamento tragicomico che una straordinaria Caterina Guzzanti, interpretando l’attivista Vichi di Casa Pound, ha ben reso con la domanda “E allora le foibe?”.
Perché la relativizzazione delle tragedie, l’ignoranza di chi derubrica l’Olocausto ad uno dei tanti drammi della storia, non sapendo o facendo finta di non sapere che il fascismo del terzo millennio, in tutte le sue forme più o meno occulte, oggi è più che vivo che mai, non solo offendono la memoria di 6 milioni di vittime, ma gettano le basi per un futuro cupo e per certi versi peggiore.
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