Elementi di propaganda

Gaza, il mito del XXI secolo

La guerra che si sta combattendo a Gaza ha delle proporzioni ridicole se la si compara alle guerre combattute in passato. Le guerre jugoslave furono ben più violente, così come è decisamente più terribile quella in atto in Ucraina.

A Gaza, il numero di vittime civili è tra i più bassi mai registrati in un conflitto urbano, vengono garantiti regolari aiuti umanitari, sul campo operano organizzazioni internazionali, non si sono verificati episodi di brutalità gratuita come, per esempio, a Srebrenica nel ’95 o a Bucha nel ’22, eppure la si continua a presentare come una «ecatombe» e uno «sterminio». 

Perché? La risposta è semplice: antisemitismo, anzi, «giudeomisia», come dice Taguieff, odio verso gli ebrei considerati come «nemici del genere umano». Alle spalle di questa ossessione per Gaza c’è la volontà di poter odiare, senza più freni inibitori né pudore, gli ebrei, ancora una volta trasformati in entità diaboliche.

Gaza è il nuovo mito antiebraico, una riformulazione dell’antica «accusa del sangue» rivolta contro gli israeliti, di usare il sangue dei cristiani come ingrediente dei cibi e delle bevande prescritti per la festa di Pesach. Come la precedente, anche l’attuale accusa non è fondata sui fatti, è una pura invenzione omicida. Quanti denunciano il «genocidio di Gaza» non stanno raccontando la realtà della Striscia, ma solo rivelando l’immagine che hanno degli ebrei, ancora imbevuta di superstizioni, stereotipi, luoghi comuni.

Il mito del «genocidio di Gaza» assolve, nel XXI secolo, il medesimo ruolo che nel XX secolo ebbero i Protocolli dei Savi di Sion: fornire una «licenza per un genocidio» − questo sì autenticamente voluto e preparato − a danno del popolo ebraico. Gaza non è la pletora della solidarietà universale nei confronti dei «palestinesi», ma quella, altrettanto universale, dell’odio verso gli ebrei.

Nel suo delirante saggio, Il mito del XX secolo, Alfred Rosenberg scrisse del «mito del sangue, che sotto l’egida della svastica scatena la rivoluzione mondiale della razza». Gaza è il mito del XXI secolo, che sotto l’egida del quadricolore «palestinese» ha scatenato una «Intifada globale» in nome di un popolo presuntivamente «oppresso» dagli ebrei e in cerca di riscatto − dopotutto, anche i nazisti cercavano la rivincita degli Ariani sugli «sfruttatori» Semiti. Gaza è la forma contemporanea di Moloch, davanti al quale si intende compiere l’olocausto del popolo ebraico; il pretesto per una nuova Shoah.

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