Stati Uniti e Medioriente

Gli araldi di Trump ci fanno sapere

Gli araldi di Trump ci fanno sapere che dobbiamo avere fede, che, per citare San Paolo, noi ora vediamo le cose “come in uno specchio, oscuramente”, ma che ciò che ci sembra in un modo, in realtà è in un altro. Quindi, il mancato attacco all’Iran, anticipato da roboanti dichiarazioni presidenziali, che se ai manifestanti il regime avesse torto un capello, se ne sarebbe pentito, le esortazioni a scendere in piazza spavaldi contro il regime perché poi sarebbero arrivati gli aiuti, e il tradimento di quanto dichiarato, il suo spudorato tradimento, sarebbero in realtà da comprendere e scusare perché vanno inseriti in una più ampia prospettiva.

Trump ha una mente strategica, nulla di quanto fa sfugge a un disegno che solo lui e pochi adepti sono in grado di contemplare. Questo disegno, per il Medioriente include anche avere messo in piede una elefantiaca architettura per allestire il futuro di Gaza, fatta di ex capi di Stato e diplomatici di vecchio corso, (ma dove progressivamente vengono imbarcati tutti) in cui, perché no?, sono stati inclusi anche funzionari del Qatar e della Turchia, ovvero i principali sponsor della Fratellanza Musulmana di cui Hamas, che controlla ancora il 48 per cento di Gaza, è un pezzo. Decisione presa alle spalle di Israele, come quella, nei mesi scorsi, di trattare direttamente con Hamas, cosa che nessun altra amministrazione americana aveva mai fatto prima.

L’idea è di Steven Witkoff, il Mr. Wolf di Trump, il problem solver. Anche avere scelto Witkoff come emissario per il Medioriente e interlocutore di Putin, mano sul miocardio, è un altra prova, per gli araldi di Trump, della sua lungimiranza.

Witkoff, per il quale alla fine i jihadisti di Hamas sono persone ragionevoli, e il clan Al Thani, sponsor di Hamas e ricchissimo foraggiatore del radicalismo islamico, è composto da brava gente. Ma Witkoff a parte, e tornando all’Iran, Trump ci ha informato che gli è stato assicurato che 800 esecuzioni sono state sospese in quel di Teheran, (e forse, in realtà, è stato Witkoff a farglielo sapere), anche se il Procuratore Generale di Teheran, a stretto giro ha dichiarato che saranno eseguite puntualmente mentre Khamenei gli ha fatto sapere che la sedizione è stata stroncata.

Migliaia di morti, si dice dodicimila se non di più, e per i quali nessuna folla oceanica è scesa in piazza in Occidente. Però, attenzione, sempre gli araldi ci dicono che Trump ha fatto bene, perché uno strike qui e là non avrebbe fatto cadere il regime, così gli è stato detto dai militari. Ma se le cose stanno in questo modo, perché esortare i manifestanti ad andare contro il regime? Perché generare la speranza?Ah, ma questo, Trump lo ha saputo dopo. Lui prima scrive i post, poi si informa sulla situazione. Certo si tratta di un eloquente segno di finezza strategica e politica. Tempo al tempo, ci dicono gli araldi, e poi Trump metterà fine al regime iraniano e vendicherà i morti e, naturalmente, aprirà finalmente e definitivamente le porte dell’inferno per Hamas a Gaza, sempre che l’emiro Al Thani e Erdogan siano d’accordo.

“Questo, è il nostro show”, ha detto un funzionario americano indispettito dalle lagnanze di Netanyahu per l’inserimento del Qatar e della Turchia nel board di Gaza. Parola non può essere più precisa. Si tratta, infatti, e sempre, di uno show, come la cattura di Maduro a Caracas con tanto di dispiegamento hollywoodiano di mezzi e truppe. Mancava solo la colonna sonora di Poledouris.

In attesa delle prossime puntate possiamo solo assistere allo spettacolo e, come ci esortano gli araldi,  a non fare troppo gli schizzinosi. “Trump è il migliore amico di Israele”, “Se al suo posto ci fosse stata Kamala Harris sarebbe stata una catastrofe”. Con queste due frasi ogni critica dovrebbe essere tacitata, come a dire che se qualcosa ci disgusta, dovremmo subito pensare a qualcosa che ci disgusterebbe ancora di più. Il disgusto passa così, dobbiamo essere adulti, cinicamente adulti. Rino Formica già ce lo diceva tempo fa che la politica è “sangue e merda”, condensando grossolanamente Machiavelli. Soprattutto merda a quanto pare.

Fatelo sapere ai parenti dei ragazzi morti a centinaia a Gaza per liberarla da Hamas e a quelli dei giovani manifestanti che lo stratega americano ha esortato a ribellarsi.

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