Nell’ultima settimana ben tre attacchi contro obiettivi ebraici in Europa, due in Olanda e uno in Belgio, sono stati rivendicati da un gruppo di matrice sciita denominato Ashab al-Yamin e traducibile come “Compagni della Mano Destra” o “Compagni della Giusta Via”. Nella dottrina islamica, il termine fa riferimento a un gruppo di credenti “giusti” che otterranno la salvezza nel Giorno del Giudizio e riceveranno i frutti delle loro azioni nella mano destra.
Gli attentati contro le sinagoghe a Liegi e Rotterdam e quello all’alba di sabato nei confronti di una scuola ebraica ad Amsterdam hanno caratteristiche piuttosto simili tra loro; si tratta di attacchi incendiari perpetrati di sera o notte contro l’ingresso dei rispettivi luoghi e con tanto di filmati che ne documentano l’azione, poi diffusi su canali Telegram filo-iraniani.
Non sono invece attualmente disponibili sufficienti informazioni su un presunto attacco in Grecia, rivendicato da Ashab al-Yamin lo scorso mercoledì, ma sul quale non ci sono conferme. Allo stato attuale non risultano infatti attacchi contro obiettivi ebraici nel Paese ellenico verificatisi la scorsa settimana.
Nel frattempo a Rotterdam la polizia ha fermato quattro soggetti di età compresa tra i 14 e i 17 anni che potrebbero essere collegati all’attacco, ma al momento non è dato sapere di più in quanto le autorità olandesi mantengono massima riservatezza anche perché si tratta di minori.
In questo momento è prematuro avventurarsi in conclusioni ma può essere utile fare alcune osservazioni.
Non è dato sapere se si tratta effettivamente di un gruppo direttamente collegato a Teheran tramite una qualche catena di comando e controllo o meno. Potrebbe trattarsi di cellule dormienti che avevano già ricevuto istruzioni per attivarsi in caso di impossibilità comunicativa con chi impartiva ordini dalla “base”. D’altro canto è possibile che si tratti di soggetti attivatisi autonomamente, in maniera spontanea, islamisti o meno.
Non bisogna dimenticare che l’Iran da tempo assolda bande e gruppi criminali per fare il lavoro sporco; questa potrebbe essere un’ulteriore ipotesi da non sottovalutare, anche perché generalmente i proxy iraniani e le IRGC, che hanno certamente capacità operativa diffusa per colpire in Europa così come in America Latina, tendono a non rivendicare e ad utilizzare coperture per gli attacchi, differenziandosi così da altri gruppi come ISIS o al Qaeda.
In questo caso però le rivendicazioni ci sono, utilizzano la narrativa islamista e un riferimento, quello dei “Compagni della Mano Destra”, non particolarmente centrale nel mainstream dottrinario-propagandistico del jihadismo. Dunque, chi ha scelto il nome, ha quanto meno una discreta conoscenza dell’Islam.
Il simbolo utilizzato dal gruppo è molto simile a quello delle IRGC, di Hezbollah e delle milizie sciite irachene. E’ altresì curioso che al posto del Kalashnikov abbiano messo un fucile da sniper modello Dragunov.
Non si può nemmeno escludere che si tratti di un attore “ibrido” che agisce per conto di Teheran, manifestando una chiara minaccia di matrice sciita, presentando però tratti incoerenti con il modus operandi classico dei proxy per confondere le acque.
In ultimo, c’è da chiedersi per quale motivo gli autori abbiano optato per degli attacchi incendiari in orari notturni o all’alba, quando i luoghi bersagliati sono chiusi. Dinamiche che suggeriscono un avvertimento, più che un attentato volto a mietere vittime; o forse chi li ha organizzati non aveva le capacità e i mezzi per mettere in atto qualcosa di più letale.
Manca poi l’aspetto del martirio: nessun furgone che si schianta contro un target e nessun attentatore armato che cerca di mietere vittime prima di morire, come nel caso dell’attentato alla sinagoga di West Bloomfield, in Michigan, avvenuto lo scorso giovedì ad opera di un libanese naturalizzato americano.
La situazione è al momento piuttosto confusa ma l’allarme per il rischio attentati resta elevato visto che, quanto più il regime iraniano perde pezzi e si indebolisce, maggiore è il rischio di azioni disperate volte alla vendetta nei confronti di obiettivi americani, israeliani ed ebraici.