I cinque modi di dire ebraici che non esistono in italiano

Il sito coolisrael ha recentemente riportato cinque tipiche frasi ebraiche che in italiano non vengono usate oppure si usano raramente o con una traduzione diversa che però sta ad indicare il medesimo concetto.
Modi di dire o idiomi che possono incuriosire chi sta imparando la lingua ebraica ed è ancora alle prime armi oppure chi semplicemente vuole saperne di più sulla cultura ebraica.
Anche noi elenchiamo le cinque frasi scelte da coolisrael, con la traslitterazione in ebraico e la traduzione letterale, aggiungendo i possibili significati in italiano.

1. ANI META ALECHA, אני מתה עליך

Come riporta il sito coolisrael, questa frase significa letteralmente “muoio per te”. Si usa raramente in italiano. Secondo coolisrael la traduzione più appropriata potrebbe essere “Sono pazzo di te”. In italiano si usa dire anche “Ti amo da morire”, che si avvicina all’idioma ebraico.

2. CHAVAL AL AZMAN, חבל על הזמן

La traduzione letterale è “E’ un peccato per il tempo”. Come spiega coolisrael “Si riferisce a un’esperienza magnifica, così bella che il tempo in cui è stata vissuta non era abbastanza. Si usa in riferimento a un viaggio, un panorama, un pasto.. e per tanto altro!”.
In italiano potrebbe essere tradotta con “Peccato che sia già finita” o “Peccato che sia destinata a finire”.

3. KOEV LI HALEV, כואב לי הלב

Letteralmente “Mi fa male il cuore”. Coolisrael spiega che “Si dice quando ci si identifica con qualcuno che sta male per mostrare empatia nei suoi confronti”. Quindi non una sofferenza interiore o personale, ma un dispiacere per qualcuno al quale si vuole bene. Un modo più affettuoso ed empatico per dire “Mi dispiace per te” oppure “Soffro/Sto male per te”.

4. L’ECHOL SRATIM, לאכול סרטים

La traduzione letterale è “Mangiare film”, ed è “riferito a coloro che fanno di un piccolo problema una tragedia”.
Anche in italiano, specialmente tra i giovani, si usa lo slang “Ti fai troppi film”, in riferimento alle paranoie o alle preoccupazioni immotivate. La traduzione più opportuna potrebbe essere “Farne una tragedia”.

5. CHAI BA SERET, חי בסרט

“Vivi in un film”. Ancora una volta la metafora del film, in questo caso “Si usa per i sognatori, quelli che hanno aspettative non realistiche. Per quelli con la testa tra le nuvole”. Per l’appunto, la migliore traduzione italiana potrebbe essere “vivi tra le nuvole”. Oppure, modo di dire che si è diffuso recentemente tra i giovani, “Stai in Matrix”.

Riccardo Ghezzi

Giornalista pubblicista, a un certo punto della sua vita si è accorto di essere più interessato alle vicende di Israele che a quelle italiane. Ha raccolto intorno a sé un gruppo di amici reali e virtuali, competenti e informati su Israele, storia e cultura ebraica, Medio Oriente. E si è convinto che con loro si poteva avviare un nuovo progetto editoriale, così è nato L'Informale.

Rispondi

Sostienici