Islam e radicalismo islamico

I lodatori di Hamas e Cappuccetto Rosso Bonelli

Lo scorso 3 settembre il leader di AVS, Angelo Bonelli, ha lamentato la presenza di aerei militari israeliani presso la base di Sigonella, avanzando congetture secondo cui sarebbero in zona per “spiare la Global Sumud Flotilla”, accusando il governo italiano di “complicità con Israele” e annunciando un’interpellanza parlamentare.

Inoltre, due giorni prima, Bonelli aveva anche preso le difese dell’attivista palestinese Ammar Hamadneh, residente in provincia di Ancona e presidente del neo-nato “Sumud Centro Culturale Palestinese Marche”, preso in castagna dal quotidiano romano Il Tempo per dei post e dei commenti a dir poco agghiaccianti sui propri profili Facebook, inneggianti ai leader di Hamas e Hezbollah, in sostegno al massacro del 7 ottobre e con insulti alla premier Meloni, a Salvini e alla senatrice Liliana Segre, ma anche contro Stati Uniti ed ebrei.

Bonelli, che il 2 settembre era al suo fianco a Grottammare durante un evento organizzato da AVS per parlare proprio della Flotilla (che ha tra l’altro il medesimo nome del centro culturale), ha risposto così a quanto esposto da Il Tempo:

Noi di Avs non accettiamo lezioni di ‘decenza’ da chi sostiene Netanyahu e continua a coprire il genocidio del popolo palestinese, voltandosi dall’altra parte davanti a 63.000 civili uccisi, tra cui quasi 20.000 bambini. Invitare voci palestinesi, come quelle che domani saranno presenti ad Ascoli Piceno all’iniziativa ‘Gaza arriviamo’, non è irresponsabilità ma un dovere morale e politico”.

Bonelli potrebbe invece chiarire se era al corrente dei post della “voce palestinese” a cui fa riferimento, facilmente consultabili sul principale profilo Facebook di Hamadneh visto che è rimasto di pubblico accesso fino alla pubblicazione dell’articolo de Il Tempo, dopo di che è improvvisamente diventato “privato”, anche se un po’ tardivamente, visto che tutti i contenuti erano già stati acquisiti.

E’ dunque utile esporre alcuni dei post pubblicati da Hamadneh, partendo dall’eccidio del 7 ottobre 2023: il giorno successivo, commentando una foto di Palazzo Chigi illuminato con i colori della bandiera di Israele scriveva: “Non in mio nome, siamo palestinesi, viva la Palestina, viva la resistenza”; in aggiunta, pubblicava anche un’immagine raffigurante l’ostaggio israeliano Ohad Ben Ami trascinato da due terroristi di Hamas.

Diversi sono poi i post con commenti raffiguranti terroristi di Hamas eliminati, come Yahya Sinwar e Mohammad Deif (commento: “RIP grande combattente”).

Altri post raffiguranti il defunto leader di Hamas, Ismail Haniyeh, vengono accompagnati da commenti in arabo come: “Il tuo ricordo rimarrà immortale nella nostra storia e nella storia della Palestina. O uomini onoratissimi e migliori soldati sulla terra. Hai cercato il martirio e Dio ti ha onorato con esso. Mille saluti alla resistenza palestinese. Il maestro degli uomini e il maestro della resistenza, Ismail Haniyeh. Il legittimo Primo Ministro palestinese”.

In un altro commento sempre su Hanyeh scrive: “Fu martirizzato per mano del tradimento americano e sionista, finanziato dai paesi arabi sunniti e islamici. La resistenza è un’idea, e un’idea non muore mai.”

In un altro commento sotto a un’immagine inneggiante a Sinwar, Hamadneh scrive in riferimento agli ostaggi israeliani in mano a Hamas:”Si inginocchiano. Nessun prigioniero sionista uscirà senza cessato il fuoco con le condizioni della resistenza”.

Il soggetto in questione pubblicava poi un’immagine del defunto leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, con il commento “Mille misericordia per la tua anima pura, Maestro dei Martiri”.

Andiamo avanti, ecco alcuni commenti a immagini pubblicate sugli incendi scoppiati attorno a Gerusalemme: “Oh Dio bruciali, non abbia pietà di loro, figli del proibito”; e ancora: “Figli di puttana. Oh Allah bruciali, oh Allah distruggili”!

C’è poi un commento anche in relazione all’aggressione subita recentemente da un turista francese di religione ebraica presso un autogrill del varesino: “Non vi vogliamo bastardi assassini”.

Passiamo poi agli insulti nei confronti di esponenti istituzionali e politici italiani. In primis, la senatrice Liliana Segre, definita “vecchia sionista” e “bugiarda fino alla morte”. E ancora: “La nonnina non sente, non vede e non parla quando si tratta del genocidio dei palestinesi, poveretta ha 93 anni!!! Ma quando si tratta degli ebrei e macellai israeliani sente bene, vede bene e parla molto bene e pure ha la voce alta. Buona memoria nonnina”.

Lo scorso 8 marzo, giorno della Festa della Donna, Hamadneh pubblicava una foto della premier, Giorgia Meloni e il commento: “Sei tutto tranne una donna! Sei criminale e guerrafondaia. Sei complice del genocidio in Palestina”.  In un’altra immagine della Meloni a fianco del vice-presidente USA, JD Vance, il soggetto in questione scrive: “La nana scolaretta con il diavolo americano”.

Che dire poi dell’immagine di Salvini raffigurato come rabbino e con commento: “Come rabbino non vale un caxxo”.

Insulti anche per il parlamentare del PD, Emmanuele Fiano: “Questo sacco di M del PD (partito di M) vuole insegnare i valori del sionismo! Cioè uccidere i bambini, distruggere ospedali, università, scuole, cliniche e asili nido. Affamare la gente. Rubare la terra degli altri. Bastardi sionisti”.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, in un’immagine di recenti scontri avvenuti a Los Angeles tra polizia e dimostranti anti-ICE e pro-Pal, Hamadneh scrive: “Forza contro il regime criminale americano”.

Poi si scaglia contro il presidente USA, Donald Trump: “Trump, sai di chi figlio sei??? Sei figlio di una grandissima putttttttana!

Questi sono soltanto alcuni contenuti di un repertorio ben più vasto ed eloquente proveniente dai social accounts di Ammar Hamadneh, presidente del “Sumud Centro Culturale Palestinese Marche”.  Va sottolineato che il 5 settembre Hamadneh ha preso parte all’ennesimo evento ad Ancona, presso il Circolo Marinaro”, organizzato dalla sua associazione.

A questo punto sarebbe utile che Bonelli chiarisse se era al corrente di tutto ciò e se ne condivide il pensiero o se ne dissocia. Certamente la bandiera della “pace” dietro la quale hanno parlato Bonelli e Hamadneh stona pesantemente con i contenuti social di quest’ultimo.

E’ inoltre più che lecito chiedersi come mai ci sia stato bisogno di un lavoro giornalistico per esporre i contenuti di un soggetto da tempo attivo nell’attivismo pro-Pal, frequentante gli ambienti politici, dunque con ampia visibilità anche solo a livello regionale e con tanto di profilo Facebook pubblico.

Se questi contenuti fossero stati pubblicati in nome dell’ISIS, le autorità italiane sarebbero intervenute prontamente, come già successo in altri casi? Per Hamas non valgono gli stessi criteri? Sono domande più che legittime.

E’ bene ricordare che Hamas è classificata come organizzazione terrorista dall’Unione Europea. Il contrasto all’estremismo ideologico è una cosa seria in quanto sono proprio narrativa e propaganda che vanno ad alimentare l’azione violenta.

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