Antisemitismo, Antisionismo e Debunking

I megafoni della deumanizzazione di Israele

Francesca Albanese ha inviato un videomessaggio all’Al-Jazeera forum, un incontro di tre giorni tenutosi a Doha, dove tra gli ospiti figuravano il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, il capo di Hamas all’estero, Khaled Meshal, e numerosi altri terroristi. In quel video, inviato a una platea di assassini antisemiti, Albanese ha dichiarato che Israele «è il nemico comune dell’umanità». Questa affermazione, intrisa di un odio antiebraico dal sapore arcaico, può sorprendere solo chi non conosce da vicino il vasto movimento «pro-Palestina».

Infatti, l’idea che Israele sia un «nemico dell’umanità» è implicita nel principale motto dei filo-palestinesi, quello coniato da Vittorio Arrigoni: «restiamo umani», dove per «umani» si intende «antisionisti». Nessuna differenza, dunque, tra la «tribù politica» e l’umanità. Il lessico dell’appartenenza più ristretta si camuffa da universalismo etico. «Umano» è solo chi fa professione di fede anti-israeliana, mentre tutti coloro che supportano Israele sono «disumani», dunque «demoni» o «mostri».

Dubitiamo che Francesca Albanese conosca gli scritti antigiudaici dei Padri della Chiesa, ma concorderebbe con loro nel definire gli ebrei «razza di vipere» o Instrumentum Diaboli. Alcuni mesi fa, Alessandro Di Battista, promotore del terrore russo e di quello islamista, aveva qualificato Israele come «Stato genocida governato da bestie di Satana».

L’antisionismo, come ogni forma di antiebraismo, si nutre di suggestioni demonizzanti, che costituiscono la premessa del giudeicidio di massa. Come ha ben spiegato lo storico Norman Cohn: «l’antisemitimo distruttivo compare dove gli ebrei vengono immaginati come un’incarnazione collettiva del male, un gruppo di cospiratori col compito di rovinare e quindi dominare il resto dell’umanità». È la stessa visione di Hamas, che all’articolo 17 del suo Statuto definisce le organizzazioni ebraiche e sioniste come «ostili all’umanità e all’Islam».

Il giurista del Terzo Reich, Carl Schmitt, nelle sue riflessioni sul concetto di Politico, ha scritto: «Proclamare il concetto di umanità, richiamarsi all’umanità, monopolizzare questa parola: tutto ciò potrebbe manifestare soltanto – visto che non si possono impiegare termini del genere senza conseguenze di un certo tipo – la terribile pretesa che al nemico va tolta la qualità di uomo, che dev’essere dichiarato hors-la-loi e hors-l’humanité e quindi che la guerra dev’essere portata fino all’estrema inumanità». È esattamente quello che fanno Hamas, Hezbollah e la teocrazia iraniana: portano la loro guerra agli ebrei «fino all’estrema inumanità», proprio come abbiamo visto il 7 ottobre.

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