Israele e Iran

Il numero delle vittime e la sua qualitativa differenza

Quanto sia attendibilie il numero dei morti causato dalla repressione dei tumulti in Iran, è difficile da dire. Si inizia a parlare di seimila-dodicimila vittime, ma non esistono fonti certe. Naturalmente, si palesa una differenza esorbitante tra seimila e dodicimila, ma ancora una più grande rispetto ai celebri settantamila morti di Gaza, di cui ventimila sarebbero bambini, che sono stati recepiti senza alcuna obiezione dalla stampa italiana e internazionale nell’arco degli ultimi due anni.

I numeri inverificabili delle vittime di Gaza, da cui raramente, se non quasi mai, si scorporano i morti tra le file di Hamas, dichiarati dall’IDF non meno di ventiquattromila, sono vittime causate da Israele, quelli iraniani non lo sono. Se lo fossero già ci sarebbero urla e strepiti mediatici sul “genocidio”, sulla furia omicida israeliana e inizierebbero a prepararsi le manifestazioni massicciamente partecipate contro il bagno di sangue, l’orrore.

Ovviamente tutto questo non accade, e non accade per un semplice motivo, perché l’Iran non è Israele, appunto, ma semmai il suo più acerrimo nemico, e, per quanto non sia considerato dagli Ovadia, dai Di Battista, dalle Albanese, dai Conte, dai Montanari, ecc, non un luogo esattamente ideale per trascorrervi la vita, è pur sempre ferocemente contro Israele e contro gli Stati Uniti, i due Satana congiunti, e questo basta e avanza.

Quindi nessuna meraviglia se da Piazza Pulita a Cartabianca, ad altri spazi televisivi cinghie di trasmissione della koine di Hamas, non ci siano in corso puntate dedicate al tema, e dove, il numero dei morti di questi giorni di ferocia, semila, dodicimila, forse di più, non venga proclamato come un dato incontrovertibile, assolutamente certo.

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