Israele e Medio Oriente

In attesa degli esiti mirabili

Più passa il tempo più si manifesta l’evidenza che le dichiarazioni di Donald Trump su paci imminenti o raggiunte, accordi ormai prossimi alla stipula, nemici imploranti e sbaragliati, appartengono a una realtà parallela. Quanto questo scollamento tra i fatti e la fantasia pertenga alla sfera della psichiatria è materia per specialisti.

Gli annunci dell’accordo imminente con l’Iran che non vede l’ora di farlo non si contano più. L’abbozzo di accordo da finalizzare, l’ormai famigerato Memorandum di intesa, siglato un mese fa, di fatto rappresentava una capitolazione americana ai desiderata iraniani. Ora, quel memorandum è in un limbo, ma l’accordo si farà, si sta facendo, è prossimo…

Nel frattempo, con l’abituale stile roboante viene annunciato anche il prossimo disarmo di Hamas, un’altro grande successo che è unicamente tale nell’orizzonte della realtà parallela. A stretto giro Hamas ha infatti dichiarato che la consegna di armi armi pesanti è subordinata alla creazione di uno Stato palestinese; il disarmo potrebbe richiedere dai 200 ai 350 giorni, nessuna arma verrà consegnata a Israele o a qualsiasi gruppo non palestinese e infine Israele dovrà ritirarsi sulla Linea Gialla entro 24 ore dall’approvazione dell’accordo.

Per mesi abbiamo ascoltato i fan di Trump spiegarci che essendo Trump un genio, tutto ciò che appare al di fuori di ogni criterio razionale e offre l’apparenza che non solo il nemico non è sconfitto ma che ha ottenuto e ottiene considerevoli vantaggi, è unicamente una illusione che a un certo punto si dissiperà mostrando esattamente ciò che Trump afferma: l’Iran ha capitolato, Hamas ha capitolato, la vittoria è inequivocabile.

Bisogna quindi avere fede, mettere da parte la realtà e aspettare gli esiti mirabili del più grande stratega della storia.

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