Israeliana ferita ad Istanbul: “Molto felice di essere tornata”

Oltre a Lian Zaher Nasser, la diciottenne araba israeliana uccisa, c’è un’altra ragazza israeliana che risulta tra i feriti della strage di Istanbul di sabato sera.
La giovane è stata portata in Israele ed è stata trasferita in ospedale ieri sera.
Rawa Mansour, questo il suo nome, era amica di Lian Zaher Nasser, il cui corpo dovrebbe tornare in Israele domani.
Almeno 39 le persone uccise e più di 65 i feriti dell’agguato al Reina club, locale notturno di Istanbul dove si stava festeggiando l’arrivo del nuovo anno.
Rawa e Lian Zaher erano insieme nel locale, in compagnia di altri due israeliani: Alaa Abdulahi, di 27 anni, e Ayia Ihsan Abdulahi.
Vivono tutti nella città di Tira, nel centro di Israele.

Rawa Mansour è atterrata domenica sera all’aeroporto internazionale Ben Gurion e ha detto ai soccorritori del Magen David Adom, in cui presta servizio come volontaria, di essere “molto felice del ritorno in Israele”. Ha anche espresso gratitudine per il trattamento ricevuto.
La giovane, che è stata ferita ad un braccio e ad una gamba, è stata portata al Meir Hospital di Kfar Saba.

Il ministro degli interni di Israele, Aryeh Deri, ha riferito che il ministero sta organizzando anche il ritorno in patria della salma di Lian Zaher Nasser. “Lian è stata uccisa in un attacco terroristico e come Stato dobbiamo impegnarci a riportare il suo corpo in Israele”. Nulla è ancora trapelato sull’organizzazione del funerale.
Alaa Abdulahi, uno dei due amici delle giovani, ha raccontato che l’uomo armato ha gridato “Allahu Akbar” al momento di aprire il fuoco e che c’è stato poi un “caos totale” nel locale. Ha detto anche di aver avuto fortuna ad uscirne vivo.
L’Isis ha rivendicato la strage.

 

Riccardo Ghezzi

Giornalista pubblicista, a un certo punto della sua vita si è accorto di essere più interessato alle vicende di Israele che a quelle italiane. Ha raccolto intorno a sé un gruppo di amici reali e virtuali, competenti e informati su Israele, storia e cultura ebraica, Medio Oriente. E si è convinto che con loro si poteva avviare un nuovo progetto editoriale: così è nato L'Informale, di cui è direttore responsabile.

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