Storia di Israele e dell’Ebraismo

La villa di Wannsee a Berlino, da luogo della Conferenza nazista a centro di documentazione

Il Museo della Villa della Conferenza di Wannsee si trova a Berlino, sulle rive del delizioso lago Wannsee. In questo luogo, il 20 gennaio del 1942 si incontrarono sotto la presidenza del generale di Stato maggiore delle SS Reinhard Heydrich, capo dell’Ufficio supremo per la sicurezza del Reich, 14 funzionari di spicco della burocrazia ministeriale e delle SS per discutere su come realizzare dal punto di vista organizzativo, la decisione di deportare gli ebrei dell’Europa verso l’Est, e sterminarli. L’incontro prende il nome da questo luogo ed è noto come Conferenza di Wannsee.
La Villa venne edificata nel 1914-15 dall’industriale Ernst Marlier. Nel 1921 fu venduta a Friedrich Minoux, che a quel tempo era  direttore generale delle industrie Stinnes. Nel 1940 la villa venne rilevata dalla fondazione Nordhav delle SS e sistemata quale alloggio per gli ufficiali esterni della polizia e delle SS. Dal 1943 servì alla RSHA quale “centro d’incontro per soldati e superiori della polizia di sicurezza”.

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Dopo la guerra, nel 1945 la villa fu occupata prima da truppe della marina sovietica e poi da ufficiali americani. Nel 1947 l’ August Bebel-Institut vi istituì  una Università popolare. Dal 1952 al 1988 fu utilizzata per le gite scolastiche del distretto berlinese di Neukölln. Si deve ringraziare lo storico Joseph Wulf se la Villa tornò nella coscienza collettiva quale luogo della conferenza di Wannsee. Nel 1965 Wulf propose di realizzare qui un centro di documentazione internazionale per la ricerca sul Nazionalsocialismo e sulle sue successive manifestazioni.
Nachum Goldmann, Presidente del congresso mondiale ebraico offrì un appoggio finanziario considerevole per la realizzazione del centro di documentazione all’interno della Villa. La giunta comunale di Berlino mise a disposizione un altro edificio. Ma alla fine tutti i progetti fallirono. L’associazione per il centro di documentazione si sciolse nel 1972. Alla fine del 1986 la giunta di Berlino decretò la realizzazione di un luogo dedicato alla memoria, che venne inaugurato nel gennaio del 1992 in occasione del cinquantesimo anniversario della conferenza di Wannsee.
La mostra permanente ospitata nella villa documenta la conferenza, le sue origini e conseguenze, e inoltre la storia dell’edificio. Essa fornisce informazioni di base sul processo generale di isolamento, persecuzione e sterminio degli ebrei d’Europa. Il Museo non ha nessun altro tipo di reperto oltre alla documentazione sulla conferenza, e il percorso di visita è organizzato secondo un criterio esclusivamente didattico che si avvale di pannelli illustrati, testi scritti, audiovisivi. L’ingresso è gratuito.

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Il Museo di Wannsee, oltre a disporre di una ben organizzata mediateca, coordina un ambizioso programma educativo. Nella mediateca i visitatori della villa hanno accesso alla letteratura scientifica di base, alle memorie scritte e alla letteratura pedagogica specifica sui temi della storia ebraica, dell’antisemitismo, della storia del nazismo, del razzismo e del neonazismo. Hanno accesso inoltre a opere di consultazione e ad una raccolta di documenti disponibili su microfilms, microfiches, films e video, non concessi in prestito.
Il reparto educazione della Villa offre ai giovani e agli adulti giornate studio specifiche o seminari di più giorni sulla formazione politica extrascolastica. Vengono suggeriti una serie di temi importanti per lo studio della storia dei crimini nazisti contro gli ebrei e per l’elaborazione attuale di questa storia; a seconda degli interessi dei partecipanti, gli argomenti possono essere variamente combinati. I gruppi e i singoli visitatori hanno inoltre la possibilità di essere consigliati nella raccolta di materiali e bibliografie su temi specifici. Il catalogo della biblioteca è anche consultabile online, in lingua tedesca. La carenza di materiale espositivo costituito da oggetti o cimeli, è naturalmente controbilanciata, o comunque supportata, da una maggiore cura dell’impianto didattico, pedagogico e formativo.

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2 Commenti

2 Comments

  1. Avatar

    Sergio J Bramasole

    14 Gennaio 2016 a 12:53

    Chi dimentica il passato è condannato a ripeterlo.

  2. Pingback: Il Museo della Resistenza tedesca a Berlino, da centro di comando nazista a moderno memoriale – L'Informale

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