Elementi di propaganda

Le falsità di Aldo Cazzullo e una replica

Aldo Cazzullo è un volto noto del panorama giornalistico e mediatico italiano. Vicedirettore del Corriere della Sera, dove tiene una rubrica in cui risponde alle lettere dei lettori, è autore di bestseller, conferenziere, conduttore di programmi divulgativi. Da tempo, Cazzullo, che pure su Israele non ha mai avuto una posizione pregiudizialmente avversa come altri suoi colleghi, si è andato progressivamente uniformando al coro. Pochi, davvero pochi, sfuggono alla koinè imperante che vuole Israele Stato canaglia, genocida, Male tra i mali al mondo.

In una recente risposta a un suo lettore del Corriere, Cazzullo si è distinto per avere reiterato con perentorietà falsità ormai diffuse e conclamate. Niram Ferretti gli ha scritto una mail contestando punto per punto quello che ha scritto.

Abbiamo deciso di pubblicare il breve scambio avuto tra lui e Cazzullo lasciando ai lettori ogni giudizio in merito.

(NdR)

Egr. Dott. Cazzullo

Da tempo lei, in dichiarazioni pubbliche e soprattutto nelle sue risposte ai lettori che la interpellano sul tema Israele, fornisce risposte che, a pensar bene sono frutto di ignoranza, a pensare male, di una precisa volontà di mistificare la realtà. Capisco che scrivendo su Il Corriere, che su Israele ha assunto da tempo una posizione di virulenta critica e di diffamazione costante, lei si debba uniformare, ma ognitanto provare ad introdurre anche un briciolo di verità?

Nella sua risposta oggi a un signore di Brescia lei inanella una serie di grossolane falsità.

Per lei sarebbe un “fatto” e “non un opinione” che i “territori” ovvero i celebri “territori occupati” non apparterrebbero a Israele, non sarebbero stati assegnati a Israele, ma Israele li occupa e non intende restituirli, “come invece fece con il Sinai appunto dopo la guerra del 1973”.

Dunque sarebbe “un fatto”, come quello che il Talmud è un testo ebraico e il Corano un testo islamico, che i territori della Giudea e Samaria (questo il loro nome millenario prima che venisse trasformato in Cisgiordania dopo l’aggressione araba del 1948 e la conseguente annessione Giordana del 1950). Non sarebbero stati assegnati a Israele e avrebbero, da quanto si desume dal verbo da lei usato “restituire”, un detentore sovrano legittimo. Bene, lei è mio ospite a Milano, nel migliore ristorante della città, elegga lei quale sia, se è in grado di indicarmi chi è il detentore sovrano della Giudea e della Samaria e in base a quale trattato conformato al diritto internazionale.

Detto questo, io non so se nei libri a tema storico che lei produce con grande prodigalità, siano contenute informazioni altrettanto grossolanamente false, mi interessa relativamente, quello che mi sta a cuore è il tema in oggetto.

La Giudea e la Samaria e Gaza vennero assegnati alla collettività ebraica nel 1922 dal Mandato Britannico per la Palestina a seguito delle delibere raggiunte a San Remo nel 1920. Il Mandato, incardinato nello Statuto dell’allora Società delle Nazioni, non è mai stato superato giuridicamente ed è l’unico documento ad avere lo status di un trattato vincolante sotto il profilo del diritto internazionale. Lei scrive di cose che non conosce, producendo affermazioni apodittiche che i fatti, quelli veri, non i fattoidi, smentiscono.

Rabin voleva “restituire” la Cisgiordania? Di nuovo “restituire”, a chi? Agli arabi che nel 1948 attaccarono Israele dopo avere rigettato nel 1947 la Risoluzione 181 proposta dall’Assemblea Generale dell’ONU e che gli ebrei avevano, obtorto collo, accettato? “Restituire” a chi? Alla Giordania che si era annessa il territorio nel 1950, violando completamente Il diritto internazionale? “Restituire” a chi?.

Rabin non ha mai voluto “restituire” niente. Lei, evidentemente non conosce l’ultimo discorso da lui fatto alla Knesset il 5 ottobre del 1995, quando dichiarò: “Il confine di sicurezza dello Stato di Israele sarà situato nella Valle del Giordano, nel senso più ampio del termine”. Non contento dichiarò che nella cornice della soluzione permanente dovessero essere costruiti “Blocchi di insediamenti in Giudea e Samaria, come quello di Gush Katif” (Gush Katif, che si trovava a Gaza, venne smobilitato nel 2005).

Attendo con fiducia la sua fattuale, oggettiva, incontrovertibile versione in base alla quale la Giudea e la Samaria (Cisgiordania, West Bank, la chiami come vuole) appartiene agli arabi e deve essere loro restituita.

Distinti saluti.

Niram Ferretti

Lei mi fa paura. Quindi ha ragione Baruch Goldstein e hanno ragione i coloni. Ne prendo atto. Curiosità: lei è mai stato a Hebron?

Cazzullo, io le faccio paura? Vedo che non è stato in grado di smentire nessuna delle cose che ho scritto. Cosa c’entra Baruch Goldstein con quello Che ho scritto io e con le falsità storiche che lei dissemina? Lei ama i non sequitur? Sono stato a Hebron, come sono stato molteplici volte nei cosiddetti territori occupati, in vari insediamenti. E con ciò?

Sono a sua completa disposizione per un incontro pubblico sul tema in una sede di sua preferenza. Può accompagnarsi con chi crede, io verrò con Fiamma Nirenstein o Giuliano Ferrara, ma so già che declinerà la proposta.

 

Torna Su