Antisemitismo, Antisionismo e Debunking

Le pietre d’inciampo, in ricordo delle deportazioni

L’idea delle Stolpersteine (pietre d’inciampo) è da attribuire all’artista tedesco Gunter Demnig nel 1995 a Colonia. La pietra d’inciampo consiste in un blocco di pietra munito di una lastra d’ottone con sopra riportato il nome del deportato, anno e data di nascita, il luogo di deportazione e la data di morte se è nota. Viene posta di fronte all’abitazione della persona che fu deportata.

Ai romani può capitare di fare da guida ad amici di altre città in giro per Roma e il consiglio è sempre lo stesso: osservare la città con lo sguardo rivolto verso l’alto. Ci sono però zone, in particolar modo quelle intorno all’ex Ghetto, dove invece lo sguardo va rivolto verso il basso, là dove si trovano queste pietre, immaginando che proprio in quel luogo, 70 anni fa, qualcuno fu strappato alla vita da chi decise che non era più degno di viverla.

L’intento dell’artista fu proprio questo: indurre la gente ad “inciampare” su queste pietre e soffermarsi a riflettere su quel passato doloroso, ad imperitura memoria, perché ciò che è stato non ritorni.

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