Antisemitismo, Antisionismo e Debunking

L’ultimo della fila

Massimo D’Alema, ogni tanto, ha bisogno di ricordarci che esiste e ha qualcosa da comunicare. I suoi ultimi dispacci riguardano Israele, vecchia bestia nera dell’ex presidente del Consiglio.

D’Alema deve essere rimasto colpito dal successo che ha avuto Francesca Albanese, dalle sue dichiarazioni shock e non ha voluto essere da meno. Così, recentemente, ha fatto sapere a una basita Lilli Gruber, certo non una simpatizzante israeliana ma nemmeno una fanatica antisionista, che secondo un rapporto di Amnesty International, Israele ha torturato e ucciso nelle sue carceri 600 palestinesi, i cui corpi poi non sono mai stati consegnati ai parenti perché, evidentemente, avrebbero scoperto che erano stati torturati a morte.https://www.linformale.eu/i-600-di-dalema/

Ora è ritornato. Quella sua dichiarazione non deve essergli sembrata abbastanza d’effetto e, nel frattempo, probabilmente ha letto un vecchio tweet della Albanese, nel quale la relatrice all’ONU scriveva che i soldati israeliani sparano alla testa dei bambini palestinesi e poi li evirano.

D’Alema si è trovato spiazzato, anche questa volta la Albanese lo ha superato, quindi è dovuto correre ai ripari.

In una intervista fattagli in ginocchio da La Repubblica ha dichiarato, che secondo la testimonianza di un ufficiale senza nome, un soldato israeliano a Gaza avrebbe spezzato le braccia e le gambe a un bambino per poi finirlo a calci. Poteva aggiungere che gli aveva anche espiantato gli organi, come peraltro è stato affermato in passato da Hamas, ma forse lo farà in un prossimo intervento.

La vecchia accusa che gli ebrei (allora gli israeliani non esistevano), uccidono i bambini a sangue freddo e con diletto, uno dei tropi inossidabili dell’antisemitismo, risale al basso Medioevo ed è stata aggiornata per la nostra epoca.

D’Alema arriva in coda a Francesca Albanese, a Rula Jebreal, ad Alessandro Di Battista, i quali l’hanno rilanciata.

Arrivare dopo Alessandro Di Battista. Quale prova può essere più sconfortante di quanto sia duro essere l’ultimo della fila?

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