Islam e radicalismo islamico

Olimpiadi Invernali: la polizia del Qatar pattuglia Milano mentre sostiene Hamas

Negli ultimi giorni sono circolate su web e social immagini di mezzi blindati della polizia del Qatar che scorazzano per le strade di Milano. Secondo fonti locali, i nove mezzi sono arrivati da Doha all’aeroporto di Malpensa per poi dividersi in due convogli che hanno fatto tappa in vari luoghi simbolo del capoluogo lombardo tra cui il Duomo, Piazza Castello, l’Arco della Pace e lo stadio di San Siro. Il contingente qatariota sarebbe composto anche da un centinaio di operatori tra i quali figurerebbero “artificieri, unità cinofile e specialisti dell’antiterrorismo, che parteciperanno alle attività di prevenzione e presidio sul territorio, come riportato dal sito Affari Italiani.

Secondo quanto già annunciato a suo tempo dal Ministero degli Interni, la presenza del contingente del Qatar è il risultato di un accordo di cooperazione siglato lo scorso settembre a Doha tra il Ministro dell’Interno italiano Matteo Piantedosi e il suo omologo qatariota, lo sceicco Khalifa bin Hamad Al Thani. Sempre secondo il Ministero, l’accordo fa parte di un più ampio progetto già sperimentato durante i Mondiali di calcio del 2022 in Qatar con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento tra le forze di polizia dei due Paesi in occasione di grandi eventi internazionali.

Durante la visita a Doha, Piantedosi aveva rinnovato la vicinanza del Governo italiano in seguito all’attacco che aveva colpito il Qatar; Paese “impegnato nel promuovere diplomazia e dialogo nella regione”. (Il comunicato del Ministero degli Interni italiano è consultabile a questo link). L’attacco a cui si fa riferimento è il raid israeliano lanciato il 9 settembre 2025 con l’obiettivo di eliminare la leadership di Hamas, da anni ospitata a Doha.

L’intelligence di Gerusalemme era infatti a conoscenza di una riunione presso un edificio del quartiere Leqtaifiya, di proprietà del governo qatariota, alla quale stavano partecipando Khalil al-Hayya, Zaher Jabarin, Muhammad Ismail Darwish e Khaled Mashal. Il raid è fallito per minimi margini di tempo, probabilmente in seguito a una soffiata.

E’ bene ricordare per l’ennesima volta che Hamas, organizzazione che il 7 ottobre 2023 ha perpetrato il più grande pogrom di ebrei dai tempi della Shoah, è classificata da Unione Europea, Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada e Australia come organizzazione terrorista. C’è da chiedersi se sia stato opportuno da parte del Governo esprimere solidarietà a Doha?

Tornando al contingente del Qatar presente a Milano, anche in questo caso le perplessità sono parecchie.

Visto che non risultano atleti qatarioti partecipanti alle Olimpiadi invernali, a cosa serve una presenza così importante degli uomini di Doha, al di là della questione “scorta” ad eventuali personalità qatariote? Il comunicato del Ministero degli Interni parla di supporto nella gestione della sicurezza, dell’ordine pubblico, ma i dettagli non sono noti. Che poteri ha il contingente qatariota? Cosa prevede l’accordo sancito da Piantedosi e Al-Thani? Gli uomini di Doha potranno effettuare arresti? Perquisizioni? Attività preventive? In caso affermativo sarebbe grave; in caso negativo, non se ne comprenderebbe la presenza e per giunta così numerosa.

Oltretutto, viene anche da chiedersi se l’Italia abbia realmente bisogno di delegare a forze appartenenti ad altri Paesi la propria sicurezza. Non è certo un’immagine ottimale a livello internazionale.

Negli ultimi giorni abbiamo più volte provato a chiedere delucidazioni al Ministero ma senza ottenere risposta.

E’ bene ricordare che da quando Hamas e al potere a Gaza (2007), il Qatar ha versato nelle casse dell’organizzazione islamista circa 1.8 miliardi di dollari. Nel gennaio del 2021, Doha ha inoltre promesso 360 milioni di dollari di sostegno annuo a Gaza, in parte per sovvenzionare gli stipendi del governo, come illustrato in un report della Foundation for the Defense of Democracies-FDD che ha anche aggiunto:

“Il Ministero degli Esteri del Qatar ha rilasciato una dichiarazione il 7 ottobre 2023, ritenendo “Israele il solo responsabile” della sanguinosa furia di Hamas. Il Ministero ha ignorato i crimini di guerra di Hamas e ha accusato Israele di violare il diritto internazionale. Dopo aver omesso di condannare l’attacco del 7 ottobre, lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani, l’emiro del Qatar, ha dichiarato il 24 ottobre che “è insostenibile che a Israele venga concesso il via libera incondizionato e la libera licenza di uccidere”.

Inoltre, dopo l’eccidio del 7 ottobre, l’emittente televisiva del Qatar, al-Jazeera, ha trasmesso le immagini del leader di Hamas a Gaza, Mohammad Deif, che esortava la popolazione a prendere le armi. Al-Jazeera ha inoltre riportato le dichiarazioni di Ismail Haniyeh e del suo vice, Saleh al-Arouri. Haniyeh è apparso sul canale, celebrando quello che ha definito il “grande trionfo” di Hamas e incoraggiando la popolazione di tutta la regione a unirsi alla lotta in ogni modo possibile.

Va inoltre evidenziato che il Qatar è stato recentemente accusato anche di svolgere un ruolo di primo piano nella diffusione dell’ideologia anti-Occidentale nelle università americane. Come reso noto da Charles Asher Small, ricercatore dell’ISGAP sull’antisemitismo, le università che hanno ricevuto finanziamenti dal Qatar hanno registrato un picco del 300% nell’antisemitismo, rispetto a quelle che non sono finanziate da Doha.

In ultimo, ma non per ordine di importanza, è utile rammentare che il Qatar è base per i Fratelli Musulmani, movimento islamista radicale principale fautore dell’islamizzazione in Occidente, come già ampiamente evidenziato in alcuni recenti report del governo francese.

Non a caso, il defunto leader spirituale dei Fratelli Musulmani, Yusuf Qaradawi, ha operato da Doha fin dal 1961 dove, tra le varie cose, ha diretto la Union of Muslim Scholars (IUMS), organizzazione religiosa legata alla Fratellanza e ora diretta, sempre da Doha, da Ali al-Qaradaghi.

Insomma, è inutile indignarsi perché il pro-Pal Ghali apre le Olimpiadi o annunciare di volere combattere l’islamizzazione se poi si stringono accordi con Paesi promotori e sostenitori dell’islamismo e di Hamas.

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