“Razze” e razzismo – Gli ebrei e le minoranze dopo il 1943

Lo smantellamento della legislazione segregazionista del 1937-1938 ebbe inizio già nel gennaio del 1944, subito dopo la caduta del Fascismo e ad opera del governo del Regno del Sud, guidato da Pietro Badoglio e Vittorio Emanuele III. Se, tuttavia, il regio decreto del 1944 si occupava esclusivamente di reintegrare nei loro diritti gli ebrei*, è con il 1947-1948 che il nostro Paese eliminò ogni residuale discriminazione su base razziale e biologica, restituendo anche ai cittadini “meticci” delle colonie i diritti civili e politici perduti con le leggi fasciste**.

A questo proposito vi fu un vivace dibattito in sede costituente sull’utilizzo del termine “razza” ; osteggiato soprattutto dall’Unione delle comunità israelitiche italiane, la DC propose di sostituirlo con “stirpe” , mentre i socialisti, tramite l’onorevole Targetti, ridimensionarono il problema, sostenendo l’urgenza di “condannare, ogni volta che se ne presenta l’occasione, inumane odiose distinzioni che nel passato portarono a tante iniquità”.

Alla fine, “razza” passò, entrando nell’art.3 della Carta. I padri costituenti erano infatti convinti di “dover sviscerare in maniera esplicita il significato di quell’eguaglianza, e di poterlo fare in maniera più efficace utilizzando le stesse categorie che avevano causato lacerazioni e discriminazioni” (Deplano).

Ecco cosa diceva per motivare la scelta della maggioranza Meuccio Ruini, presidente della commissione per la Costituzione: “Comprendo che vi sia chi desideri liberarsi da questa parola maledetta, ma è proprio per reagire a quanto è avvenuto nei regimi nazifascisti, per negare nettamente ogni diseguaglianza che si leghi in qualche modo alla razza, è per questo che, anche con significato di contingenza storica, vogliamo affermare la parità umana e civile delle razze”.

*Il regio decreto reintegrava “nei propri diritti anteriori i cittadini italiani appartenenti alla razza ebraica per riparare prontamente alle gravi sperequazioni di ordine morale e politico create da un indirizzo politico infondatamente volto alla difesa della razza”

**la legge 822 del 31 maggio 1940 impediva agli uomini italiani di riconoscere i figli nati da unioni con donne africane

Davide Simone

Davide Simone

Giornalista iscritto all’Albo, storiografo e consulente di comunicazione politica, collabora da anni con numerose testate generaliste. Cofondatore di quotidianoapuano-www.ilsitodimassacarrara.it, il primo quotidiano on line generalista della storia apuana. La sua collaborazione con "L'Informale" è motivata dall'esigenza di contribuire a riequilibrare il giudizio sullo Stato di Israele, troppo spesso condizionato negativamente dai media "mainstream".

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