Israele e Medio Oriente

A fianco di Israele a patto che…

In questi giorni e in quelli che presumibilmente verranno, abbiamo ascoltato  e ascolteremo diverse catechesi da parte di amici di Israele indignati per il trattamento riservato ai flottillanti più che all’esibizionismo abituale di Itmar Ben-Gvir.

Tra loro, Andrea Cangini, ex senatore di Forza Italia e ora dedicato completamente al giornalismo, il quale ha detto che dopo l’arresto dei membri della Flottilla e al filmato in cui si vedono inginocchiati ed ammanettati con delle fascette, si “fa fatica” a continuare a sostenere Israele.

Cangini pur sottolineando come quella della Flottilla sia una operazione politica, reputa che essa vada rubricata a una forma di “dissenso”. Ne consegue che una democrazia non sottopone i dissenzienti al trattamento a cui li ha sottoposti Israele.

Qui occorre toccare un punto nevralgico che comporta una domanda.  Il pur ottimo Cangini e altri come lui, liberali, einaudiani, non einaudiani, ecc. ritengono che il sostegno a Israele sia dovuto al suo essere una democrazia oppure ci sono altre ragioni più fondamentali, più profonde a questo sostegno? In altre parole, se Israele si comporta derogando (e non è il caso dei flottillanti come vedremo) ai principi della democrazia secondo i parametri di Cangini ed altri, vale ancora la pena sostenerlo, oppure questo sostegno si intiepidisce fino eventualmente a scomparire?

Si può certamente sostenere Israele solo perché è una democrazia, ma è un sostegno sostanzialmente di superficie e, in fin dei conti, del tutto irrilevante.

Israele esiste non perché è una democrazia e non è nato per fondare una democrazia in Medioriente, ma per essere lo Stato degli ebrei.  Non ha nessun “diritto all’esistenza” (espressione razzista e offensiva che ricorre nella bocca di tanti liberali ) perché è una democrazia, ma ha ragione di esistere, come tutti gli altri Stati al mondo, compresi quelli del tutto illiberali, perché è la sede di un popolo con la sua storia millenaria, i suoi costumi, la sua religione, i suoi valori.

Non è necessario essere ebrei per vedere e capire questo dato fondamentale, così come non occorre essere russi o filoputiniani per affermare che la Russia a discapito della dittatura a cui è sottoposta, è pienamente legittima nel suo esserci.

Veniamo ai flottillanti. Cangini, ci dice che quella della Flottilla è una forma di dissenso. Dissenso rispetto a cosa? Al fatto che Israele impedisca l’accesso a Gaza via mare?, o rispetto al fatto che Israele provveda a fare entrare i viveri nella Striscia attraverso canali ufficiali e monitorati? Dissenso rispetto a cosa?

No, non si tratta di dissenso e il pur ottimo (di nuovo) Cangini lo sa bene avendo specificato che più di un report, ha evidenziato come dietro la Flottilla ci sia Hamas; si tratta di fiancheggiamento al terrorismo mascherato da scopi umanitari.

Una democrazia come quella israeliana, abituata dal 1948 a convivere con la volontà araba di mettere fine al suo “diritto all’esistenza”, non può utilizzare le accortezze del Lussemburgo o della Svizzera nei confronti di coloro che, utili idioti oppure no, stanno dalla parte di chi ne vuole la fine. Deve, quando occorre, ricorrere a metodi più risoluti e spicci anche se questo costa il prezzo di apparire democraticamente non idoneo agli occhi di una parte dei suoi sostenitori.

 

 

 

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