In Italia c’è troppo antisemitismo, di conseguenza la Brigata Ebraica e i dissidenti iraniani sono stati scortati fuori dal corteo del 25 aprile a Milano, di conseguenza di fatto esclusi, a seguito delle pressioni di gruppi estremisti di sinistra e pro-Pal che ne impedivano il passaggio. Questo è il punto, l’elemento centrale.
A poco servono le spiegazioni del Questore di Milano o la solidarietà dei parlamentari di governo, perché sabato a Milano è stato un fiasco senza precedenti non solo per la sicurezza, ma anche per la democrazia.
Da parte di chi governa servivano fatti e non parole; tanto meno una specie di ammissione di resa, perché quando lo Stato non si sa imporre, non riesce a far valere il diritto di tutti e batte ritirata davanti alla pressione violenta di formazioni estremiste, ha perso.
Che l’antisemitismo fosse in rapido aumento in seguito all’eccidio del 7 ottobre 2023 non è certo un segreto; era palese ed anche ampiamente documentato dai media e dall’Osservatorio Antisemitismo-CDEC. Eppure la risposta istituzionale è apparsa tiepida, poco incisiva, dichiarazioni a parte.
Per quanto riguarda la sicurezza oggi lo Stato ha fallito su tre livelli:
- Sul piano precauzionale, in quanto non è riuscito ad implementare misure preventive per garantire a tutti di potere manifestare liberamente. Lo scorso 11 aprile il Questore di Milano aveva infatti lanciato l’allarme sulla deriva antisemita in ambito pro-Pal. I rischi erano noti.
- Su quello operativo visto che invece di rispondere alla pressione dei facinorosi, dopo una paralisi durata ore, si è preferito escludere la Brigata Ebraica e gli iraniani anti-regime.
- Sul piano post-corteo, il messaggio che emerge è quello secondo cui siccome c’è troppo antisemitismo e la guerra in Medio Oriente incendia gli animi, allora non si riesce a gestire la situazione e quindi bisogna assecondare la volontà degli estremisti.
Insomma, siccome gli antisemiti sono troppi e nel contempo Israele e gli Stati Uniti stanno lottando contro il terrorismo islamista in Medio Oriente (quale sfacciataggine), allora bisogna portare pazienza e rinunciare al sacrosanto diritto di manifestare.
Un messaggio devastante e pericolos da parte delle istituzioni perchè rischia di incoraggiare ulteriori azioni antidemocratiche ed antisemite e del resto, se si è arrivati ai fatti di ieri, è evidente che il governo e le istituzioni non sono state in grado di far fronte alla spirale antisemita e filo-islamista dilagata dall’ottobre 2023 in poi.
Le derive estremiste vanno contrastare in maniera decisa, non assecondate per evitare di “innalzare il livello dello scontro sociale”. L’estremismo è ciò che alimenta il terrorismo, sono due facce della stessa medaglia e se non si capisce questo ma soprattutto non si agisce, allora le dichiarazioni di solidarietà e le spiegazioni servono a poco o nulla.
Ieri a Milano si sono viste scene che ricordano gli anni oscuri di inizio 1900 ed evidenziano tutta l’inadeguatezza nel gestire una situazione ampiamente prevedibile. Un bruttissimo precedente al quale mai avremmo pensato di dovere assistere.