Note a margine

Gli sferruzzamenti della tricoteuse

Anna Foa, nostra vecchia conoscenza, di cui ci occupiamo amabilmente quando ce ne dà motivo, cerca sempre di superarsi. Ultimamente lo ha fatto in una intervista a Umberto De Giovannangeli dell’Unità.  Essere intervistati da De Giovannangeli su Israele è quasi come essere intervistati da Abu Mazen, dunque la Foa si trovava a casa.

Si comincia subito maestosamente dal cappello introduttivo in cui De Giovananngeli la definisce “grande intellettuale”.

Questi sono tempi generosi in cui anche a una docente uscita dall’università senza mai arrivare ad essere ordinaria, non può essere sottratto un blasonamento iperbolico.

Le domande dell’intervista sono tutte telefonate in modo che la “grande intellettuale” possa rispondere come i cani pavolviani.

La tipologia è questa, “Scrisse Primo Levi, ‘Ogni epoca ha il suo fascismo’, Professoressa Foa anche Israele lo sta vivendo?”. E’ come se a un bulimico venisse offerta una libagione straripante. Ed eccola la risposta, “Altrochè”. Però attenzione, è peggio, eh sì, perchè i fascisti non erano messianici. “In fondo, il fascismo non era così fanatico…questi sono pazzi scatenati”.

Sembra di essere all’osteria sotto casa tra un bicchiere e l’altro. Ma la “grande intellettuale” si esprime così, in modo semplice e diretto, come tutti i veri grandi intellettuali. Il pubblico deve capire subito di cosa si parla, senza tanti giri di parole. “Pazzi scatenati”. E poi? De Giovannangeli le porge il piatto succulento. “Oggi l’Europa, l’Italia, ha scoperto il mostro: Itmar Ben-Gvir”, ed ecco la “grande intellettuale” la quale subito aggiunge “Se proprio vogliamo fare l’album degli orrendi, c’è anche Smotrich, pure lui ministro o Miri Regev, pure lei ministra dello stesso partito di Netanyahu”. L’album degli orrendi. Una categoria che nemmeno Hannah Arendt avrebbe saputo confezionare.

Si potrebbe andare avanti a lungo e citare altri passi di questa mirabile intervista in cui, ovviamente, viene fuori tutto il repertorio di Foa tricoteuse, il cui fondamento è che Israele è tanto tanto caduto in basso e tanto tanto prossimo al suicidio, e solo la sinistra, una sinistra filoaraba può salvarlo da questo baratro.

Anna Foa, ha fiutato furbescamente l’aria che tira, l’aria fetida che anche lei ha contribuito e contribuisce ad appestare, e sferruzzando sotto immaginari patiboli allestiti su cui sfilano gli orrendi da decapitare, confeziona la sua maglieria a basso costo.

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