Il figlio di Bassem Naim, uno dei leader del cosiddetto “bureau politico” di Hamas, nonché suo portavoce, è tra i soggetti arrestati in Europa con l’accusa di fare parte di una rete dell’organizzazione terrorista pronta per ead effettuare attentati contro target ebraici e israeliani nel Vecchio Continente.
Una lunga indagine condotta dal Mossad, l’agenzia di intelligence israeliana, insieme a organismi di intelligence e forze dell’ordine in Europa, ha portato alla luce l’infrastruttura terroristica scoprendo, tra le varie cose, che almeno uno dei nascondigli di armi rinvenuti apparteneva proprio a Muhammad Naim, figlio di Bassem Naim. Fonti israeliane parlano anche di un incontro tra padre e figlio in Qatar lo scorso settembre, indicando un possibile coinvolgimento della leadership di Hamas nell’avanzamento delle attività terroristiche in Europa.
Muhammad Naim, cittadino britannico, è stato arrestato a Londra a inizio novembre mentre nel contempo i servizi di sicurezza austriaci hanno scoperto e confiscato armi e materiale esplosivo.
In ottobre, le autorità tedesche avevano arrestato altri tre membri di Hamas, ritenendoli responsabili di pianificare un attacco contro obiettivi ebraici e israeliani a Berlino. I tre sospettati avrebbero acquisito un gran numero di armi e munizioni, tra cui fucili d’assalto Kalashnikov e pistole. Due degli arrestati sono immigrati siriani con cittadinanza tedesca, mentre il terzo era arrivato in Germania dal Libano nell’estate del 2025.
Due anni prima, nel dicembre 2023, le forze di sicurezza tedesche avevano arrestato altri tre operativi di Hamas di origine libanese e da anni residenti in Europa, uno dei quali con residenza a Catania. Nel contempo, le autorità olandesi arrestavano un cittadino con doppia cittadinanza, olandese e libanese, poi estradato in Germania nel febbraio del 2024. Gli inquirenti avevano trovato, tra le varie cose in suo possesso, un dispositivo USB contenente informazioni di intelligence, tra cui fotografie dell’ambasciata israeliana a Berlino, dell’ex complesso aeroportuale di Tempelhof a Berlino e della base aerea americana di Ramstein.
Anche in questo caso, come riportato nell’atto d’accusa, i quattro membri della rete venivano accusati di mantenere contatti diretti con Hamas in Libano e di ricevere istruzioni su come promuovere le attività delle Brigate Izz al-Din al-Qassam in Europa.
E’ plausibile che quanto scoperto fino adesso sia soltanto la punta dell’iceberg di una rete ben più ampia e attiva in Europa. Una cosa è certa, gli arresti effettuati in questi mesi sfatano la versione diffusa per troppo tempo secondo la quale “Hamas non avrebbe mai pianificato di colpire in Europa”.
Hamas è presente, attiva e le autorità europee si stanno muovendo. Attendiamo potenziali sviluppi anche sull’Italia.