Ieri, su queste pagine, è stato pubblicato un articolo firmato da Stefano Piazza, una stroncatura del libro di Ciro Principe,”Come sono diventato pro Israele”.
Abbiamo ritenuto di pubblicare il pezzo, consapevoli che avrebbe suscitato reazioni avverse e anche viscerali, come di fatto è avvenuto.
A seguito dell’articolo di Piazza, abbiamo quindi pubblicato un contributo da parte della direzione di Israele senza filtri, che entra nel merito della recensione del libro contestandone gli assunti.
Riteniamo che il confronto dialettico, anche aspro, e la diversità di opinioni, sempre preservando il rispetto degli interlocutori, sia il sale della terra. Riteniamo altresì che nel comune ambito di chi si spende per perorare e difendere le ragioni di Israele, come noi de L’Informale facciamo ogni giorno da dieci anni a questa parte, non ci debbano essere figure sacre, idoli da posizionare su piedistalli inamovibili.
Ciro Principe, Stefano Piazza, e chiunque altro offra il suo contributo per difendere Israele dalla marea delle menzogne, non può che essere apprezzato per l’impegno svolto, ciò non toglie che debba essere preservato anche, laddove si ritenga di doverlo esercitare, il diritto di critica.
Lasciamo dunque ai lettori che hanno potuto leggere sia l’articolo di Stefano Piazza, sia la replica di Israele senza filtri, di potersi formare la loro opinione, essendo solo loro i giudici finali di ciò che un giornale pubblica.