Israele e Italia

L’amicizia per Israele di Crosetto

Il 22 maggio scorso, Iuri Maria Prado, pubblica sul suo account X un breve commento indirizzato al ministro della Difesa Guido Crosetto, scrivendo testualmente, “Il minisro Crosetto è un proxy di Hezbollah”. Crosetto risponde a stretto giro scrivendo “Le darò occasione di rispondere di questa ulteriore grave diffamazione”.

Iuri Maria Prado a sua volta replica specificando che il suo commento “è, pur nella sbrigatività consentita dal mezzo, un giudizio politico” procedendo quindi ad elencare con meticolosa oggettività tutte le occasioni in cui il governo in carica di cui Crosetto fa parte, e lo stesso Crosetto personalmente, si sono distinti nell’accusare Israele, criticando nello specifico le azioni israeliane in Libano e mai assumendo un’altrettanta postura di condanna nei confronti di Hezbollah.

Noi de L’Informale, in questi ultimi due anni e mezzo, da quando Israele ha subito il 7 ottobre del 2023 per conto di Hamas il più grave e sanguinoso attacco terroristico dalla sua fondazione, abbiamo evidenziato, sempre documentandoci su dichiarazioni e fatti, le dichiarazioni del ministro Crosetto e del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che confermano in modo preciso ciò che Iuri Maria Prado ha affermato nella sua articolata risposta a Crosetto su X, e cioè che il contingente Unifil, cui l’Italia partecipa in misura prominente, ha di fatto offerto copertura a Hezbollah.

Ciò che peraltro il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha perfino dichiarato affermando che le truppe italiane del contingente Unifil hanno garantito “anche la sicurezza di Hezbollah”, cioè l’organizzazione che il ministro Crosetto ha inteso definire “resistenza islamica”, accreditando in tal modo la definizione auto-legittimante di Hezbollah.

Crosetto ritiene di essere stato diffamato e ha minacciato, sempre su X, una azione legale nei confronti di Prado. Se essa effettivamente avrà seguito non mancheremo in sede di giudizio di sostenerlo con tutto ciò che abbiamo pubblicato.

La Repubblica italiana, a cominciare dalla Difesa e dagli Esteri, ha responsabilità gravissime nella gestione della crisi. Che un ministro della Repubblica si affidi alla minaccia giudiziaria contro un cittadino che magari in termini appuntiti, ma non diffamatori, rileva e contesta quelle responsabilità, segna un punto definitivo di degrado del potere pubblico.

Cogliamo l’occasione per evidenziare che il ministro Crosetto, il quale si dichiara amico di Israele, è il medesimo il quale, nel 2005, in veste di deputato di Forza Italia, dichiarava che “la massoneria ebraica” voleva mettere le mani sul sistema bancario italiano. Una affermazione figliata direttamente dai Protocolli dei Savi Anziani di Sion.

Non sappiamo, oggi, cosa l’attuale ministro della Difesa pensi a proposito di quel tema, né se quello fu solo un infelice infortunio: quello che sappiamo è che in questi due anni e mezzo le sue dichiarazioni contro lo Stato ebraico sono diventate progressivamente sempre più strutturalmente avverse quanto strutturalmente infondate.

A Iuri Maria Prado va la nostra piena solidarietà.

Ndr

 

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