Antisemitismo, Antisionismo e Debunking

“L’intifada globale”

Mentre il Natale europeo viene messo in «lockdown», con celebrazioni e mercatini natalizi blindati o sottoposti a misure di sicurezza rafforzate a causa dell’aumento delle minacce terroristiche islamiche, a Sydney si consuma l’ennesima strage di ebrei. Tra le vittime dell’attentato una bambina di dieci anni, un rabbino e una sopravvissuta all’Olocausto. Gli attentatori sono due musulmani originari del Pakistan, di cui uno studente di un istituto islamico della capitale australiana.

È la seconda volta, quest’anno, che un sopravvissuto all’Olocausto viene coinvolto in un attentato terroristico islamista. La prima volta fu durante una manifestazione di solidarietà per i rapiti israeliani, a Boulder, in Colorado, quando un attentatore lanciò una molotov contro i manifestanti, perlopiù degli anziani ebrei.

Anche questo attacco, giustamente definito «vile» dal presidente israeliano Herzog, è il diretto risultato della campagna diffamatoria giudeofoba promossa dai media mainstream, da esponenti politici – in particolare di area «progressista» – e da una parte significativa dell’élite accademica. A partire dall’ottobre 2023, tali soggetti non hanno fatto che demonizzare lo Stato d’Israele, accusandolo ingiustamente di «genocidio» e «crimini contro l’umanità». Una vera e propria istigazione a delinquere, che fabbricando crimini inesistenti, come il «genocido dei palestinesi», ne ha realizzati di concreti.

I mandanti morali della strage di Bondi Beach sono tutte quelle personalità e organizzazioni – da Francesca Albanese a Ilan Pappé, da Noam Chomsky ad Amnesty International – che hanno usato la propria visibilità e rilevanza internazionale per diffondere odio anti-israeliano, versione contemporanea dell’antico odio antiebraico.

Questo è l’esito tragico degli appelli alla «Intifada globale»: un massacro di ebrei innocenti mentre festeggiano Hannukah riuniti in spiaggia.

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