Israele e Medio Oriente

Lo stallo a Gaza in attesa delle prossime mosse

Clima disteso, pacche sulle spalle, adulazioni reciproche al limite dell’iperbole. L’incontro tra Benjamin Netanyahu e Donald Trump nella residenza di Mar al Lago mostra una buona intesa, una convergenza amicale solida. Tutto questo è rincuorante, anche se poi bisogna sempre guardare ai fatti.

La seconda fase del piano di pace di Trump, come è noto, prevede il disarmo di Hamas e la fine del suo ruolo politico all’interno della Striscia. Finora il gruppo terroristico non ha mostrato alcuna intenzione di agire in questa direzione, controlla ancora buona parte dell’enclave e dispone di un vasto armamento, solo di kalashnikov si parla di ventimila pezzi.

Come d’abitudine, Trump fissa una deadline, che di volta in volta si è mostrata assai flessibile: entro due mesi Hamas dovrebbe farsi da parte se no, come da copione, “si apriranno le porte dell’inferno”.

Il problema è che nessuno se non Israele sarebbe in grado di riaprirle, è questo significa la ripresa della guerra. La guerra che Trump ha voluto terminasse e che se riprendesse intaccherebbe la sua postura di risolutore dei conflitti.

L’idea che una forza internazionale di matrice araba possa o voglia combattere contro Hamas è pura fantasia. Netanyahu ne è perfettamente consapevole, è, al momento, non può fare altro che attendere ed elogiare Trump come il più grande amico che Israele abbia mai avuto.

C’è poi il nodo Turchia e quello qatariota. I due Paesi sponsor della Fratellanza Musulmana, dunque sostenitori di Hamas, secondo le intenzioni di Trump, dovrebbero avere un ruolo nella gestione di Gaza, con loro contingenti, una ipotesi che Israele considera indigeribile.

Anche in questo caso, a Netanyahu non resta che rendersi convesso e attendere lo sviluppo degli eventi continuando a elogiare Trump essendo questo il modo migliore per ingraziarselo.

Dirà il tempo quale sarà l’esito finale. Per il momento Israele controlla il 53 per cento della Striscia e non ci sono segni di arretramento, ma, allo stesso tempo, non ci sono neanche da parte di Hamas.

 

 

 

 

 

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