Antisemitismo, Antisionismo e Debunking

L’odio per Israele come collante bipartisan

Dall’America arrivano due storie di candidati, uno Repubblicano e uno Democratico, con un obiettivo in comune: l’odio per Israele. Entrambi mettono seriamente in discussione la distinzione classica fra destra e sinistra. Il Repubblicano è Casey Putsch, ingegnere automobilistico, candidato populista contro l’establishment del partito. L’altro, il Democratico, è Graham Platner, allevatore di ostriche ed ex marine

La buona notizia è che Casey Putsch ha perso le elezioni primarie delle statali in Ohio, dunque non potrà candidarsi come governatore dello Stato del Midwest. Vivek Ramaswamy, imprenditore libertario di origine indiana, appoggiato da Donald Trump (era suo ex rivale nelle primarie delle presidenziali 2024) non ha solo vinto, ma ha stravinto, prendendo l’82,5% del voto contro appena il 17,5% di Casey Putsch. E’ la dimostrazione che certe idee, nel Gop, per fortuna non attecchiscono. La cattiva notizia è che uno come Casey Putsch è riuscito a candidarsi per il partito fondato da Lincoln e a farsi una campagna elettorale, diffondendo tossine totalitarie nel cuore dell’America rurale e prendendo quasi il 20% dei voti dell’elettorato di destra.

Casey Putsch era appoggiato dall’Azapac il nuovo comitato elettorale anti-sionista che si pone come obiettivo quello di rompere con Israele e “de-sionizzare” la politica americana. Tanto per capire che aria si respira in quell’ambiente, il fondatore di Azapac, Michael Rectenwald, aveva commentato la guerra in Iran scrivendo su X un post poi cancellato (per prudenza, probabilmente): “Non morite per ‘Israele’ (scritto fra virgolette, ndr). Non morite per la Sinagoga di Satana (senza virgolette, ndr)”. Putsch, il candidato sostenuto dall’Azapac, ha fatto scalpore durante la sua campagna elettorale quando ha pubblicizzato un imminente «beer hall rally», che, unito al suo cognome, richiama alla mente il nome inglese del «beer hall Putsch», il fallito “colpo di Stato della birreria” di Hitler.

Non è stato il suo unico modo di flirtare col nazismo. Aveva anche realizzato un video su YouTube in cui chiedeva a Grok (il programma generativo di intelligenza artificiale di Elon Musk) di elencare le qualità “positive” di Hitler. “Dammi un elenco di tutte le cose positive che Adolf Hitler ha fatto o di cui è stato responsabile nella sua vita”, ha chiesto Putsch nel video. Dopo che Grok ha risposto che qualsiasi cosa di positivo Hitler avesse fatto era comunque inficiato dalla Shoah, Putsch lo ha criticato più volte, con espressioni che tradivano incredulità e fastidio. “Per favore, non darmi più avvertenze o risposte faziose”, ha detto. “Mi aspetto la verità oggettiva”. “Non stai dandomi una risposta realistica perché Hitler era una persona che è finita per diventare il leader di un’intera nazione”, ha detto Putsch.

All’Ohio Capital Journal, prima del voto, aveva spiegato che l’intento del video fosse solo la difesa della libertà di espressione, contro i pericoli della manipolazione dell’intelligenza artificiale. “Ho realizzato diversi video in cui mettevo alla prova l’intelligenza artificiale per vedere come avrebbe reagito, perché la cosa che dobbiamo capire è che l’intelligenza artificiale è incredibilmente pericolosa. Non è imparziale. L’intelligenza artificiale opera entro i limiti e le linee guida stabiliti da chi la crea. Per questo motivo, in passato ho realizzato alcuni video in cui le ponevo domande insolite per individuare eventuali incongruenze. L’obiettivo è capire in che modo l’intelligenza artificiale cerchi di manipolarci”.

Sì, ma perché proprio scegliere di filmarsi quando interroga Grok su Hitler?. Perché sempre quel soggetto. Non è che ha qualche simpatia nazista per davvero? Nella stessa intervista, negando di essere un nazista, spiega: “Posso dirvi che, in generale, durante la Seconda guerra mondiale gli orrori sono stati incredibili da tutte le parti. La Germania ha commesso atrocità terribili contro un numero enorme di persone? Sì, è vero, e francamente lo stesso vale per molti altri”. Un modo di dire che la Germania nazista non era più colpevole rispetto al Regno Unito o agli Usa stessi. Xe pèso el tacòn del buso, si direbbe in dialetto veneto.

Comunque, il signor Putsch (della birreria) ha perso, forse perché ha sbagliato partito. Se si fosse candidato nel Partito Democratico, che ormai fa dell’odio per Israele un suo segno distintivo? Graham Cunningham Platner, allevatore di ostriche, ex marine, è candidato nel partito dell’asinello per le elezioni del Senato nel Maine, uno Stato prevalentemente di sinistra della costa orientale Usa. Platner, scavando nei social network, risulta essersi definito “comunista” senza mezzi termini. E nel 2018 scriveva, fra le altre istigazioni all’insurrezione, “una classe operaia armata è un requisito per la giustizia economica”

Però nel 2007, quando era in servizio attivo nei Marine, si è fatto fare in Croazia un tatuaggio della Totenkopf sul petto. Ora lo ha coperto con un secondo tatuaggio più innocuo e dice di non essersi mai accorto del significato di quell’innocuo teschietto che i militari nazisti delle SS portavano sul berretto. Però su una cosa è sempre stato chiarissimo: odia Israele e anche gli ebrei che lo abitano. Platner è convinto che a Gaza sia in corso un “genocidio” e ritiene che fare di tutto per fermarlo sia “il test morale fondamentale” del nostro tempo. Ha attaccato più volte l’Aipac e la “lobby israeliana” ritenendola l’artefice della peggior politica estera americana. Ed è ovviamente contrario alla guerra in Iran, che definisce come “una scelta di politica estera orripilante”. Se eletto in Senato, avrebbe voce in capitolo sulla politica internazionale degli Usa.

E’ di destra o di sinistra? E’ probabilmente entrambe le cose. Tanto che, pur essendo candidato nel Partito Democratico, ha ricevuto il plauso pubblico di Tucker Carlson, ancora (purtroppo) una delle voci più ascoltate della destra americana. Nell’intervista rilasciata al New York Times, Carlson ha elogiato Platner riferendosi alla sua politica nei confronti di Israele: “Apprezzo certamente le sue posizioni in politica estera”, ha affermato. “E apprezzo quanto siano diverse da quelle di tutti gli altri membri del suo partito”. Che evidentemente non considera sufficientemente antisionisti

Gli influencer anti-Israele stanno creando pian piano ma inesorabilmente, uno zoccolo duro di voti giovani elettori che votano candidati di destra e di sinistra come Putsch e Platner. E dicono sostanzialmente le stesse cose. I discorsi fiume, al microfono, di Hasan Piker (estrema sinistra) e di Nick Fuentes (estrema destra) sono perfettamente intercambiabili. E sono pronti a spostarsi da una parte all’altra con sempre maggior disinvoltura. Come Hasan Piker che suggerisce a Platner di farsi intervistare da Tucker Carlson per aver più visibilità. Mentre Nick Fuentes, dopo aver lanciato fiumi di strali contro Trump, per la guerra in Iran, dichiara che la prossima volta farà campagna per i Democratici. Perché loro odiano Israele in modo più coerente, evidentemente.

 

 

 

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