Francesca Albanese, la “giurista” Albanese, quella che durante una trasmissione, tempo fa, ci deliziò con un latinorum all’amatriciana, pronunciando de iure, con la g come un personaggio di Verdone, il non avvocato Albanese, che da due anni ci racconta che Israele è peggio di Mordor e Netanyahu più spietato di Tamerlano, la Albanese icona propal in abiti etno-folk che delegittima Liliana Segre perché notoriamente non si chiede un parere clinico a un malato di tumore ma a un medico, e la Segre non ha titoli per esprimersi sui genocidi essendo una sopravvissuta al maggiore genocidio della storia, la Albanese che dice ai giornalisti che se non vogliono che le loro redazioni vengano assalite dai vandali è meglio che scrivano quello che Hamas detta (ovvero tutto quello che abbiamo appreso sulle vittime di Gaza e le “nequizie” di Israele), la Albanese che parla disinvoltamente a convegni a cui partecipano i tagliagole di Hamas che mai definirebbe organizzazione terrorista, la Albanese della “lobby ebraica” che controlla Washington, la Albanese, per la quale Israele non ha diritto di difendersi e che scrive post in cui accusa i soldati dell’IDF di sparare a bruciapelo in testa ai bambini di Gaza per poi evirarli (invertendo l’ordine farebbe più effetto), la Albanese che si esprime come si esprimerebbe Alfred Rosenberg se fosse ancora vivo, definendo Israele “nemico dell’umanità”, ebbene, questa spericolata, nonchè caricaturale piazzista della più becera e consunta summa anti-israeliana, projihad, pro distruzione dello Stato ebraico mascherata da difesa dei diritti umani dei palestinesi, di cui si abbia recente memoria, rinunci la Albanese al suo incarico all’ONU, a questa copertura, a questo foglia di fico e dimostri coraggio, quello vero, assuma definitivamente, con spavalda sfrontatezza, lanciandosi oltre l’hubris di cui è campionessa, il ruolo che ha rivestito solertemente in questi ultimi due anni, la Marja Zacharova di Hamas.