Israele e Italia

Quali sono i rapporti tra governo e regime iraniano?

Nel novembre del 2024, in seguito a un attacco missilistico di Hezbollah nei confronti di una base UNIFIL nel sud del Libano, il Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, fece una dichiarazione piuttosto peculiare ai media:

Abbiamo chiesto agli israeliani di garantire la sicurezza dei nostri militari, abbiamo chiesto chiarimenti quando c’è stato qualche colpo partito da parte israeliana, e con maggiore fermezza chiediamo, perchè sono tanti i razzi lanciati in quell’area di Hezbollah, di non toccare le truppe italiane. Non hanno alcun diritto di farlo, sono truppe che hanno garantito anche la sicurezza di Hezbollah. È quindi inammissibile e inaccettabile che si spari contro il contingente Unifil. Se è stato un errore, imparino a usare meglio le armi che usano. Noi non siamo nemici di nessuno, siamo lì per portare la pace…”. (Il video è visionabile a questo link).

Una dichiarazione quanto meno problematica visto che l’intera missione ONU in Libano è oggetto di forti critiche per la sua incapacità di attuare la risoluzione 1701, come ricordato un mese prima dal Consigliere strategico del governo statunitense, Edward Luttwak, che aveva twittato:

Mi dispiace che il Primo Ministro (italiano) difenda l’UNIFIL, che avrebbe dovuto tenere Hezbollah lontano dal confine israeliano e non ha mai fatto nulla mentre i comandanti si susseguivano e venivano promossi. Gli israeliani hanno trovato numerosi bunker d’assalto a pochi metri dalle posizioni dell’UNIFIL“.

Pochi mesi prima, il 14 aprile 2024, durante un intervento al programma televisivo “Stasera Italia”, in seguito all’offensiva missilistica iraniana contro Israele scatenata nella cosiddetta “Guerra dei 12 Giorni”, Tajani rilasciava un’altra curiosa dichiarazione:

Gli iraniani ci hanno assicurato che verranno rispettati i nostri militari italiani nell’area…Il contingente italiano in Libano è sotto l’egida dell’Onu, è in condizioni di essere protetto, non credo ci siano pericoli né per i militari italiani né  per i cittadini italiani in Israele e in Iran“.

Quanto agli attacchi degli Houthi in Mar Rosso, Tajani spiegava come gli fosse stato assicurato: “verranno attaccate solo le navi che porteranno le armi a Israele”.

E’ bene ricordare che l’Italia guida assieme alla Grecia la missione europea “Aspide” nel Mar Rosso proprio per salvaguardare il traffico marittimo dagli assalti degli Houthi, proxy iraniano nello Yemen. La missione è stata prorogata fino a febbraio 2027.

Le affermazioni di Tajani hanno chiaramente aperto molti interrogativi sui rapporti tra Roma e il regime di Tehran.

Lo scorso 6 marzo, durante un’intervista su Rete 4, l’ambasciatore iraniano a Roma, Mohammad Reza Sabouri, aveva lanciato un monito dichiarando che l’Italia è “un paese amico”, ma avvertendo che ci sarebbero state conseguenze qualora il governo italiano avesse permesso agli Stati Uniti di utilizzare le sue basi militari per operazioni legate al conflitto.

Il governo italiano non ha concesso le basi agli Stati Uniti per i voli destinati alle operazioni in Medio Oriente, questo è ben noto ed a prescindere dalle motivazioni.

Il Ministero degli Esteri ha per caso richiamato l’ambasciatore iraniano per le gravi dichiarazioni fatte? A noi non risulta. Abbiamo tra l’altro provato a contattare più volte gli Esteri, sia telefonicamente che via mail ma, allo stato attuale, non siamo ancora riusciti ad avere una risposta alla questione.

Va ricordato che in poco più di un mese l’ambasciatore israeliano a Roma è stato invece richiamato ben tre volte per problematiche legate a incidenti nel sud del Libano e per le polemiche sulle limitazioni agli accessi nei luoghi sacri di Gerusalemme nella Domenica delle Palme, tra l’altro per motivi di sicurezza a tutela degli stessi interessati.

Va poi notato che un paio di settimane dopo lo stesso ambasciatore tornava sulla questione della guerra all’Iran elogiando le dichiarazioni del Ministro della Difesa italiano Guido Crosetto sul “carattere illegale e illegittimo dell’aggressione di Stati Uniti e Israele” e l’annuncio del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, di non aderire alla coalizione proposta da Donald Trump riguardo allo Stretto di Hormuz.

Non risultano tra l’altro neanche provvedimenti nei confronti della sede diplomatica iraniana in seguito all’annuncio pubblicato da varie ambasciate del regime, inclusa quella a Roma, per reclutare potenziali martiri e denominata Janfada o “Campagna per la vita sacrificata”.

Insomma, considerando tutti questi elementi, forse è il caso che il governo chiarisca la propria posizione riguardo al regime iraniano.

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