La rivelazione del Financial Times, secondo il quale la Russia starebbe segretamente aiutando l’Iran a costruire missili supersonici in grado di colpire le navi statunitensi nel Golfo non solo non sorprende ma evidenzia ciò che da tempo è chiaro. L’asse antioccidentale costituito da Russia-Iran-Cina, conferma la strutturalità delle alleanze.
L’asse cinese
La Cina supporta l’Iran attivamente attraverso tecnologie a duplice uso, logistica strategica e trasferimenti clandestini di armi, sebbene Pechino mantenga ufficialmente una posizione di neutralità.
Sulla base dei rapporti dell’intelligence americana e israeliana l’Iran sta ricevendo forniture di 300-400 missili antiaerei portatili di fabbricazione cinese (nello specifico i MANPADS QW12 e FN16). L’accordo, del valore di 60-70 milioni di dollari, ha lo scopo di colmare le lacune nella rete di difesa aerea di Teheran. Sarebbero stati finalizzati inoltre accordi per la fornitura di missili da crociera antinave cinesi CM-302 e missili balistici antinave progettati per colpire obiettivi navali americani.
La Cina è il principale fornitore dell’Iran di componenti “a duplice uso”, ovvero articoli fabbricati per utilizzo civile che possono essere facilmente riutilizzati per armi, riducendo al minimo il controllo internazionale, inoltre rifornisce le linee di produzione iraniane con componenti elettronici essenziali, tra cui semiconduttori, microchip, sensori e convertitori di tensione, necessari per la costruzione di droni d’attacco e missili a guida di precisione.
Le spedizioni provenienti da aziende cinesi includono materiali compositi avanzati, macchine utensili di precisione e precursori chimici per il carburante dei razzi. A ciò si aggiunge il satellite di ricognizione TEE-01B in grado di fornire a Teheran immagini ad alta risoluzione e dati di puntamento precisi su installazioni militari statunitensi e regionali. Pechino ha inoltre concesso a Teheran l’accesso al sistema satellitare di navigazione BeiDou, migliorando notevolmente la precisione e i sistemi di guida delle armi d’attacco iraniane a lungo raggio.
Il fulcro di questa relazione è di natura economica. La Cina acquista circa l’80-90% delle esportazioni di petrolio iraniano soggette a sanzioni a prezzi inferiori a quelli di mercato, utilizzando una “flotta ombra” di petroliere per aggirare i blocchi internazionali. Gli introiti derivati forniscono al governo iraniano la liquidità necessaria per finanziare il suo complesso militare-industriale.
L’asse russo
L’assistenza principale che la Russia sta fornendo all’Iran si basa anch’essa su trasferimenti tecnologici, armamenti pesanti avanzati, integrazione della guerra elettronica e supporto logistico cruciale. Dopo anni in cui l’Iran ha fornito droni alla Russia per la guerra in Ucraina, la relazione si è invertita, trasformandosi in una partnership militare multimiliardaria volta a ricostruire e modernizzare la macchina bellica iraniana.
In merito a quanto scritto dal Financial Times la Russia sta segretamente aiutando l’Iran a sviluppare un sistema di propulsione a reattore nell’ambito di un programma denominato C430L. Attraverso l’azienda statale per l’esportazione di armi Rosoboronexport, i migliori esperti missilistici russi stanno addestrando gli iraniani alla costruzione di missili da crociera supersonici progettati per eludere le difese aeree navali e colpire le portaerei statunitensi. La Rosatom, l’azienda nucleare statale russa ha accelerato la costruzione dei reattori 2 e 3 della centrale nucleare iraniana di Bushehr, operando come meccanismo per l’integrazione tecnologica avanzata.
Per quanto riguarda la difesa aerea iraniana, la Russia sta consegnando una flotta di 48 caccia Sukhoi Su-35, insieme a oltre 300 missili per armarli. Therean ha inoltre concluso con Mosca un accordo per 12 caccia multiruolo Su-30SM2 per espandere ulteriormente le proprie capacità di controllo dello spazio aereo. A ciò si aggiungono gli elicotteri d’attacco Mi-28 e aerei da addestramento Yak-130 per preparare i piloti iraniani all’utilizzo di velivoli più avanzati e i sistemi di difesa aerea a lungo raggio S-400. Un contratto da 500 milioni di euro stipulato tra Russia e Iran ha lo scopo di fornire quest’ultimo di MANPADS Verba, sistemi portatili di difesa aerea, per proteggere lo spazio aereo iraniano dalle minacce a bassa quota.
Non manca, ovviamente, l’apporto di mappatura satellitare, ovvero i dati di targeting. Mosca fornisce a Teheran immagini satellitari ad alta risoluzione e informazioni di intelligence aerea riguardanti le coordinate esatte e i movimenti di truppe, navi e aerei americani e alleati.
Con la Marina degli Stati Uniti che esercita una pressione estrema sullo Stretto di Hormuz, la Russia ha aperto, a vantaggio dell’Iran una rotta marittima fortemente protetta. Si tratta della rotta di approvvigionamento del Mar Caspio: oltre venti navi cargo russe hanno stabilito un circuito logistico continuo tra i porti russi e il porto iraniano di Amiraabad. Poiché le navi da guerra occidentali non possono entrare nel Mar Caspio senza sbocco sul mare, la Russia utilizza questa rotta per fornire l”Iran di esplosivi militari, munizioni ed elettronica per droni a fibra ottica per ricostituire gli arsenali impoveriti dal recente conflitto.
Senza l’apporto decisivo della Cina e della Russia, il regime di Teheran non potrebbe sopravvivere a lungo. La triangolazione strategica tra i tre Paesi è in opposizione frontale agli interessi di Israele e a quelli statunitensi. L’Iran rappresenta il principale perno della strategia anti-occidentale mediorientale sino-russa.