Islam e radicalismo islamico

Il segreto di Pulcinella: la rete di Hannoun e Hamas in Italia. Ora se ne accorgono.

L’operazione “Domino” che sabato 27 dicembre ha portato all’arresto di Mohammad Hannoun e altri otto soggetti (due dei quali non ancora reperiti) ha scoperchiato un gigantesco vaso di Pandora sull’attività di Hamas in Italia e ora, improvvisamente, tutti i principali quotidiani e siti di news, italiani ed esteri, ne parlano e si indignano.

Eppure erano anni che l’attività di Hannoun e soci era nota e riportata da alcuni, senza che però la vicenda ricevesse la dovuta attenzione mediatica. Hannoun tra l’altro era già stato indagato dalla procura di Genova negli anni Duemila, ma l’inchiesta era stata archiviata. Insomma, il segreto di Pulcinella.

Il soggetto in questione è stato più volte indicato come uomo di Hamas in Europa e ci sono foto che lo ritraggono assieme a Khaled Meeshal e al defunto Ismail Haniyeh, l’ex leader di Hamas, eliminato a Teheran lo scorso luglio. 

Nel dicembre del 2021, Massimiliano Coccia scriveva su Repubblica del blocco dei conti di Hannoun e dell’indagine dell’antiriciclaggio nei confronti dell’ABSPP. Nel luglio del 2023, il Sussidiario aveva ripreso la faccenda.

In particolare emerse che nel 2021, dopo diverse segnalazioni all’Antiriciclaggio, l’Unicredit sospese l’operatività sui conti dell’associazione per una serie di anomalie; dalla mancata iscrizione al registro dell’Agenzia delle Entrate alla massiccia movimentazione di contante, in alcuni casi a soggetti iscritti nelle black list dei database europei. Nel dicembre 2023 anche Poste Italiane chiudeva unilateralmente il proprio rapporto. Subito dopo erano PayPal ed altri operatori tra cui Visa, Mastercard e American Express a bloccare le transazioni intestate a Hannoun e alla sua associazione. 

Le autorità israeliane avevano anche chiesto a quelle italiane di provvedere con il sequestro dei fondi di Hannoun in quanto indicati come ricompensa per le famiglie dei terroristi. 

Il Sussidiario aveva inoltre evidenziato nel luglio del 2023 che dall’indagine condotta dallo Shin Bet, era emerso che Hannoun disponeva di 500mila euro e che forniva sostegno economico a Hamas, senza alcuna ripercussione penale.

Nell’agosto 2022, un report pubblicato da OFCS Report svelava una serie di legami politici riguardanti Hannoun, a livello nazionale e internazionale, tra cui foto che lo ritraggono accanto ai leader di Hamas Ismail Haniyeh e Khaled Meshaal.

In seguito alla chiusura dei conti bancari, Hannoun aveva richiesto ai suoi sostenitori di consegnare direttamente denaro contante presso le rispettive sedi della sua associazione tant’è che, nel febbraio del 2024, una troupe dell’Inkiesta si era recata presso la sede romana a Centocelle per testare il nuovo “metodo Hannoun” e aveva lasciato un’offerta senza ricevuta, senza controllo. 

Sempre nel febbraio del 2024, Hannoun lanciava una nuova iniziativa presentata presso la parrocchia romana di San Lorenzo di Lucina e con un nuovo IBAN, quello di Modestino Preziosi, indicato dal palestinese su Facebook come “testimonial e garante del Convoglio Umanitario della Pace per Gaza”. All’iniziativa partecipavano anche Alfredo “Faysal” Maiolese, presidente della Lega Musulmana Europea, anch’egli di Genova e Monsignor Tommaso Stenico.

Nell’ottobre del 2024 Hannoun veniva sanzionato dal Dipartimento del Tesoro americano e indicato come “uomo di Hamas e suo collettore per l’Italia”, come già riportato da L’Informale. Nel giugno 2025 Hannoun subiva un secondo sanzionamento sempre da Washington.

Le dichiarazioni di Hannoun

Per quanto riguarda l’eccidio del 7 ottobre, è bene rammentare che, soltanto tre giorni dopo, il 10 ottobre, Hannoun aveva dichiarato ai microfoni di Rai3 che l’attacco di Hamas era “legittima difesa”.

Il 13 ottobre 2023, Hannoun aveva utilizzato il pulpito del Centro Islamico di Genova per attaccare i paesi che sostengono Israele: “Abbiamo visto l’atteggiamento dei nostri governi italiano, europeo, americano e di alcuni paesi arabi che si sono schierati a favore di Israele, che hanno cominciato a piangere per le vittime, che hanno raccontato anche la menzogna per incoraggiare, a paragonare Hamas alla pari con l’Isis” … Tutto questo, per attaccare la “resistenza palestinese”.

Il video è poi scomparso dalla pagina Facebook del Centro Islamico di Genova e dall’account di Hannoun pochi giorni dopo.

A gennaio 2024 Hannoun aveva anche glorificato su Facebook Yahya Ayyash e Saleh al-Arouri, due terroristi di Hamas morti.

Ecco la traduzione del post:

In questo giorno è avvenuto il vigliacco assassinio; Misericordia ai martiri; Il leggendario ingegnere martire, che segnò una svolta nella storia della resistenza palestinese; Yahya Ayyash Abu Al-Baraa. La Palestina oggi ha un disperato bisogno del vostro spirito patriottico e della vendetta per lo spirito del martire Sheikh Saleh Abu Muhammad. I martiri non muoiono”.

Nel marzo del 2024, durante una manifestazione in stazione Centrale a Milano, Hannoun aveva affermato: “Concludo, con un applauso al popolo giordano, ai ribelli in Giordania che hanno obbligato il sistema di chiudere l’ambasciata israeliana. Invitiamo tutti i popoli arabi di fare lo stesso per cacciare via tutte le ambasciate israeliane, di chiudere e di trasformarle in centri per la resistenza. Un applauso alla resistenza dello Yemen, un applauso alla resistenza del Libano, dell’Iraq…”.

Il 9 novembre 2024, durante una manifestazione a Milano, Hannoun elogiava gli autori della “caccia agli ebrei” avvenuta ad Amsterdam il 7 novembre, quando teppisti islamisti attaccarono i tifosi del Maccabi Tel Aviv dopo la partita contro l’Ajax.

L’attività di Hannoun risale ai primi anni ‘90

Si potrebbe andare ad oltranza per elencare tutte le esternazioni fatte da Hannoun, già ampiamente documentate a suo tempo e per le quali ha avuto anche un daspo da Milano. Il punto però è un altro: da quanto tempo il soggetto in questione operava liberamente in territorio italiano? La risposta si trova nei documenti dell’indagine:

Nel 1991 veniva segnalata la presenza presso il Centro Islamico genovese di una cellula di Hamas coordinata dal giordano-palestinese Hannoun Mohammad”.

E ancora:

Nel 2001 veniva eseguita una perquisizione locale a carico di Hannoun Mohammad nel corso del quale erano rinvenuti documenti del gruppo terroristico che l’indagato aveva dichiarato di aver reperito all’interno dei locali del Centro Islamico genovese… Nel contempo Hannoun aveva iniziato a organizzare congressi in cui venivano invitate personalità di spicco del mondo islamico i cui interventi esaltavano la strategia del terrore”.

Ci sono poi le intercettazioni, ad esempio, nell’aprile del 2002 Hanoun festeggiava assieme al fratello Said un attentato perpetrato da Hamas su un autobus di linea israeliano nel quale erano morti dieci civili.

Nell’agosto del 2002 i due gioivano per un attentato nel bar dell’Università di Gerusalemme che aveva causato la morte di nove civili.

Nel gennaio e nell’agosto del 2003 altri festeggiamenti per due attentati sugli autobus israeliani che avevano causato la morte di 64 civili inclusi diversi bambini.

Nel giugno del 2001 Hannoun chiedeva il contatto del leader spirituale di Hamas, Ahmed Yasin, per farlo intervenire in diretta durante un convegno a Torino.

Come indicato nelle carte processuali, l’inchiesta su Hannoun era stata riaperta subito dopo il massacro del 7 ottobre 2023 con CNR depositata il 18 del mese. Nell’ordinanza viene indicato che “Hamas risultava già inserita da parte di alcune organizzazioni internazionali nell’elenco delle organizzazioni terroristiche ma l’attacco contro Israele iniziato il 7/10/2023 aveva ulteriormente confermato la necessità di qualificare come terroristico il predetto gruppo paramilitare islamista”.

Insomma, c’è voluto un eccidio per riaprire le indagini? Ci sono voluti due sanzionamenti del Dipartimento del Tesoro statunitense per muoversi in maniera significativa sui fondi?

Per quale motivo le indagini su Hannoun erano precedentemente state archiviate? Alcuni sostengono che non era stato possibile provare la sua appartenenza a Hamas e il trasferimento di fondi all’organizzazione terrorista. Altri indicano poi che le autorità israeliane non avevano inviato la documentazione richiesta entro il termine delle indagini preliminari (anche questo citato nelle carte processuali).

Mettendo da parte le polemiche di natura tecnico-giuridica, il punto è un altro, ovvero che Hannoun operava in Italia assieme alla sua rete da più di trent’anni, ma i media mainstream e la politica se ne accorgono soltanto adesso.

In ultimo, se quanto attuato da Hannoun e soci fosse stato fatto a favore dell’ISIS, si sarebbe aspettato così tanto a muoversi? Sia mediaticamente che a livello di indagine?

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