Oggi il neo Ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha annunciato un ampio pacchetto di sanzioni contro gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, corredate da una serie di altre misure punitive, nel corso di un discorso alla Camera dei Comuni in cui ha espresso le critiche più dure mai formulate dalla Gran Bretagna nei confronti della politica degli insediamenti.
Per la prima volta ha dichiarato che il governo britannico considera illegale l’«occupazione nel suo complesso» da parte di Israele, citando il «consolidamento del controllo» israeliano, la presunta intenzione di «estendere la sovranità permanente» e l’«agenda espansionistica attraverso insediamenti illegali».
Nel 1922-1923 la Gran Bretagna, a seguito della Dichiarazioe Balfour del 1917, determinò che a occidente del fiume Giordano, (ovvero dove si trova l’attuale Cisgiordania e dove si trova Gaza) tutti i territori venivano concessi agli ebrei per dare vita a quello che nella Dichiarazione veniva definito “focolare ebraico” e che sarebbe diventato, nel 1948, lo Stato di Israele. Tuttavia, già nel 1937, pugnalavano già gli ebrei alla schiena, offrendo, tramite la Commissione Peel, l’80% dell’intero territorio sotto Mandato agli arabi, che rigettarono sdegnati la proposta. Era troppo poco.
Già nel 1921, con il primo Libro Bianco, sotto pressione araba, l’allora Segretario Alle Colonie, Winston Churchill, introducendo il concetto di “capacità di assorbimento economica”, limitava l’ingresso in Palestina degli immigrati ebrei, interpretando in modo restrittivo la Dichiarazione Balfour.
Nel 1939, per compiacere ulteriormente gli arabi, e alla viglilia della Seconda guerra mondiale, Malcom McDonald, che succedette a Churchill come Segretario Alle Colonie, limitò ulteriormente l’immigrazione ebraica introducendo anche il divieto assoluto per gli ebrei di acquistare nuove proprietà terriere in gran parte della Palestina.
Il secondo Libro Bianco fu quello che fece dichiarare a David Ben Gurion “Combatteremo la guerra contro Hitler come se non ci fosse alcun Libro Bianco, e combatteremo il Libro Bianco come se non ci fosse alcuna guerra”.
Ne è passata di acqua sotto i ponti da allora, ma è, per quanto riguarda le dichiarazioni di Miliband e l’attuale posizione britannica, la stessa acqua putrida di allora.