Un dottorando ebreo israeliano Benjamin Birely è stato demonizzato, de-umanizzato, fatto oggetto di una campagna di odio sistematica, ossessiva, da parte di un gruppo fanatico islamo-fasciocomunista-camorrista che domina la facoltà, costretto a troncare il suo programma di ricerca scientifica, costretto a tornare in Israele.
L’orrore di questo episodio tipico non conosce limiti. Birely è apertamente critico nei confronti del governo israeliano, per cui cade la solita etichetta della lotta al governo di “estrema destra” e si evidenzia con brutalità l’assoluto razzismo antiebraico. Il linciaggio è senza mezzi termini, di violenta criminalizzazione, da cellula di Hamas.
Tale Vincenzo Fullone, estremista antisemita già partecipante della Flotilla, pubblica nel 2025 un video dove marchia Birely come “soldato senza divisa” agente del governo israeliano inviato a Napoli per condizionare il dibattito sul conflitto. Da qui si scatena un’ondata virale aggressiva da parte del gruppo Link Orientale, che arriva a classificarlo come “dottorando in genocidio” in un crescendo di aggressione verbale che minaccia aggressione fisica. Il giovane ebreo è costretto a lasciare Napoli per continuare i suoi studi in Israele, in modalità remota.
Birely è un pacifista convinto che ritiene di operare per la pace e la coesistenza tra israeliani e palestinesi. Dichiara con franchezza: “Non presto alcun servizio nell’Idf. Sono solo un dottorando giunto a Napoli con tutte le intenzioni di rimanerci il tempo necessario per completare il mio progetto di ricerca. Non avrei mai avuto alcuna intenzione di lasciare Napoli che amo, come i napoletani, che per molti versi mi ricordano il caos e la voglia di vivere di Israele e degli israeliani. Tuttavia, il silenzio è l’inerzia da parte dell’ateneo non mi hanno lasciato altra scelta che andarmene per proteggere la mia sicurezza personale a causa del continuo incitamento all’odio e alle minacce”.
Solo un gruppo di studenti dell’opposizione iraniana lo difende, a estrema vergogna dell’Istituto Orientale e del debole latitante civismo napoletano.
Birely è nato negli USA nel 1990, ha fatto l’Aliyah in Israele nel 2010, era arrivato a Napoli per realizzare il proprio programma di dottorando nel dipartimento di Asia, Africa e Mediterraneo dell’Orientale. Nessuno ha mosso un dito per proteggere la sua dignità e incolumità, tutti hanno taciuto su questa azione di antiebraismo virulento, smaccato, barbarico. Così hanno dominato le menti colonizzate dall’islamismo genocida. I docenti tutor hanno dichiarato che Birely ha lasciato Napoli a causa di una “situazione estremamente pericolosa”. Il dottorando dice sconsolato: “mi sento completamente abbandonato dall’intero sistema accademico. Il silenzio e l’inerzia dell’Università sono stati per me devastanti”. Il sindaco tace, il re travicello della Regione resta chiuso nella sua nullità, il Rettore chiede scusa ma prima non era intervenuto. Questo antisemitismo spietato, tossico, ottuso, massificato è un indicatore infallibile dello svuotamento e degenerazione delle nostre università, ridotte a istituti professionali, centri d’indottrinamento del politicamente corretto, con covi di teppisti squadristi barbarici. Istituzioni anti-universitarie, anti-scientifiche, livellate verso il basso, che boicottano le università israeliane, collaborano con le università iraniane e accolgono servilmente finanziamenti arabi vincolanti.