Metti una sera a cena da Tucker Carlson. L’ex giornalista e opinionista di Fox News, oggi il più seguito podcaster della destra, ha deciso di intervistare un conservatore britannico, ex parlamentare: Jacob Rees Mogg. Non si tratta di una vera intervista, a dire il vero. Tucker Carlson conosce solo due modalità di interazione con i suoi interlocutori: in ginocchio, o alla gogna. Se sono dittatori, come Putin, o personaggi palestinesi filo-Hamas, si mette in ginocchio e lascia loro piena libertà di parlare quanto vogliono. Se invece intervista conservatori sionisti come Ted Cruz, o un conservatore classico britannico come Rees Mogg, allora li mette alla gogna: non li lascia parlare, cerca solo di metterli in ridicolo e di estrarre loro dichiarazioni compromettenti da trasformare in meme virali.
Il titolo dell’intervista a Rees Mogg, sul canale YouTube di Carlson, già dice tutto: “Britain’s Most Pro-War Advocate”, cioè il maggior guerrafondaio britannico. Ma il parlamentare di lungo corso, non solo riesce a rispondere a tutte le provocazioni, ma costringe Tucker Carlson a gettare la maschera e a far vedere quel che è realmente: un estremista di destra, pronto a riabilitare Hitler.
Il contesto: si parla della guerra in Ucraina. Tucker Carlson sfodera il classico repertorio putiniano: la Russia non vuole la guerra, non intende invadere la Gran Bretagna, però è un paese armato di atomiche e potente. Quindi perché sfidarlo, per una “quisquilia” come l’invasione dell’Ucraina (in un punto dell’intervista, Tucker afferma anche che “tutte le grandi potenze fanno le stesse cose”)? La risposta di Mogg è esemplare: i russi hanno già ucciso persone sul suolo britannico, minacciano la Gran Bretagna militarmente e dobbiamo prepararci alla guerra. Ma sia chiaro: prepararsi alla guerra non vuol dire “volere la guerra”, ma semmai scoraggiare il nemico a provocarne una.
Tucker Carlson dimostra di non capire neppure questo concetto e si chiede, dimostrando tutta la sua pochezza: “Perché la Russia dovrebbe cercare un conflitto con la Gran Bretagna, dal momento che ha un’economia molto più grande rispetto a quella britannica?” Rees Mogg gli fa notare che il Pil russo è solo una frazione di quello britannico e allora, dopo aver cercato di arrampicarsi sui vetri, Carlson afferma che il Pil non è importante per misurare la ricchezza di una nazione. Fin qui la conversazione era proseguita su toni civili, poi l’escalation diventa rapidissima.
Tucker Carlson afferma (non domanda: afferma) che la Russia stia considerando giustamente il Regno Unito come un nemico, perché è il Regno Unito che sta finanziando l’Ucraina. Rees Mogg risponde che l’aiuto all’Ucraina, anche con invio di armi, è essenziale per la preservazione dell’ordine internazionale. E rientra nell’interesse sia degli Usa che del Regno Unito. Sia gli uni che l’altro avevano firmato il memorandum di Budapest, in cui, in cambio del disarmo nucleare dell’Ucraina, garantivano l’inviolabilità dei confini ucraini. Già nel 2014 hanno sbagliato (mandando un segnale di debolezza) a non reagire all’annessione russa della Crimea.
Oggi stiamo pagando con l’invasione russa su larga scala dell’Ucraina. Anche a prescindere dal memorandum di Budapest, comunque, è importante difendere l’integrità di una nazione sovrana da un tentativo di invasione, perché è la base dell’ordine internazionale. Rees Mogg fa presente al suo “intervistatore” che è lo stesso principio con cui gli Usa sono intervenuti nel 1991 in difesa del Kuwait, invaso da Saddam Hussein. Tucker Carlson dimostra però di capire solo la legge del più forte quando ribatte che “Ma l’Iraq non aveva armi nucleari”: quindi è solo una questione di rapporti di forze, se hai l’atomica hai diritto di invadere un altro paese. Prendiamo nota.
Ma, dopo un surreale scambio di opinioni sulla Seconda Guerra Mondiale, vista da entrambi come precedente esplicativo, si arriva al dialogo che sta facendo notizia. E giustamente, perché è vergognoso. Perché intervenire in difesa di un altro Paese, si chiede Tucker Carlson, quando l’invasore può avere le sue ragioni? “Hitler affermava che il 15% della Polonia fosse territorio tedesco assegnato ai polacchi con il Trattato di Versailles. Quelle erano regioni tedesche, abitate da tedeschi”, afferma Tucker Carlson, aggiungendo che: “L’idea che Hitler fosse cattivo e che sia entrato in Polonia senza alcun motivo è una menzogna e ormai tutti concordano”. Tutti chi? Tucker Carlson ha invitato anche uno storico negazionista della Shoah nella sua trasmissione, definendolo “il più onesto degli storici indipendenti”.
Quindi sappiamo bene di quali fonti parli. E come tragga le sue conclusioni, come: “La Gran Bretagna non aveva nulla a che fare con questa questione. Si sono distrutti da soli l’impero combattendo questa guerra e dicono ancora che sia stata una buona idea”. Rees Mogg prova a rispondere: “Abbiamo fatto la cosa giusta”. E Carlson gli chiede: “Ma quali sono stati i benefici per la Gran Bretagna? Lei pensa davvero che oggi la Gran Bretagna sia un paese migliore?”. “Almeno non parliamo tedesco”, ironizza Rees Mogg. E Carlson: “E chi se ne frega. Anche oggi ci sono molte persone in Inghilterra che non sanno parlare l’inglese. Quindi sarebbe stato bello se almeno aveste parlato un’altra lingua europea”. Quindi, in buona sostanza, meglio invasi e occupati, purché gli invasori siano “ariani” europei.
Il punto però è un altro: perché parliamo di Tucker Carlson? Perché è giusto dargli peso? Perché, purtroppo, è un personaggio importante e il suo parere è significativo, perché è un sintomo chiaro di cosa stia diventando la nuova destra americana.
Questa intervista e le gravissime affermazioni di Tucker Carlson dimostrano almeno tre cose. Primo: Hitler è stato sdoganato al 100%. Merito del nuovo antisemitismo e di una classe di professori che ha mollato gli ormeggi. Sai, se inizi a studiare che gli Usa sono una nazione “schiavista” che il genocidio indiano è il peggiore della storia e se pensi che Churchill sia un “genocida” pure lui, come da miglior letteratura woke, prima o poi il nazista che riabilita Hitler contro Churchill e l’Occidente lo trovi. Se Tucker fosse vissuto negli anni 90 o nei primi anni 2000 oggi sarebbe alle prese con un linciaggio pubblico. Al contrario, ai giorni nostri, più sdogana Hitler, più aumenta il pubblico del suo podcast. E nemmeno la sinistra, men che meno l’estrema sinistra, ha ancora qualcosa da dire.
Secondo: Tucker Carlson non galleggia nel vuoto, è solo la più conosciuta delle voci di una vulgata di destra che fa capo a JD Vance, il vicepresidente, suo amico personale e ancora oggi un suo strenuo difensore. Esatto: parliamo del vicepresidente degli Usa. E la sua è una linea politica che ha un passato lungo, una linea retta di candidati alla presidenza che va da Charles Lindbergh (1902-1974) a Pat Buchanan (nato nel 1938, candidato nel 1992 e nel 1996). Questa corrente della destra, talmente isolazionista da finire con l’appoggiare la causa delle dittature, è sempre stata marginale nella politica americana, tranne quando è entrata nella Casa Bianca nel ticket di Donald Trump. Se Vance fosse il prossimo presidente, come è assai probabile (specie se i Dem dovessero candidare una socialista massimalista come Alexandria Ocasio Cortez) che ne sarà di noi?
Terzo, e ancor più importante: Pat Buchanan era cattolico, JD Vance è cattolico, Tucker Carlson è protestante, ma si rivolge soprattutto a un pubblico di cattolici. Usa il palestinismo come bandiera identitaria, per la Terra Santa, che a suo dire è minacciata dagli ebrei e non dai musulmani. Curiosamente: anche Rees Mogg è cattolico, ma Tucker lo tratta come se non lo fosse (e con lui ha lo stesso atteggiamento da giudice implacabile che riserva a ebrei e sionisti), perché ragiona da uomo liberale e occidentale.
Quindi, mentre il Papa americano parla di “pace disarmata e disarmante”, c’è una vulgata cattolica di estrema destra che contesta i cattolici conservatori e pretende di scalzarli. Mentre i conservatori cattolici legittimano la democrazia liberale, nel presente e nel suo ruolo storico, difendendola come un prodotto legittimo della civiltà cristiana occidentale, i cattolici di estrema destra odiano l’Occidente moderno, condannano la democrazia liberale e sdoganano la dittatura. E non hanno limiti, se arrivano a riabilitare Hitler.