Israele e Medio Oriente

Wonder Woman è un successo mondiale: tutti i motivi che lo rendono imperdibile

E’ il fenomeno del momento. Duecentoventitre milioni di dollari di incassi nel primo fine settimana di uscita nelle sale cinematografiche in tutto il mondo. Qualcuno già parla di candidature all’oscar. Wonder Woman della regista Patty Jenkins è destinato ad un successo planetario. E se lo merita.
L’eroina, la semidea amazzone Diana Prince, creata nel 1941 dal femminista William Marston, è un personaggio che piace a uomini, donne, bambini. Ottimamente interpretata dall’attrice israeliana Gal Gadot, di scuola Idf: due anni da allenatrice sportiva nelle forze di difesa che hanno lasciato il segno, come ha più volte raccontato lei stessa: «lì impari disciplina e rispetto».
Appassionata di motociclismo e moto, possiede una Ducati Monster e non si è mai servita di stuntman per girare le scene di azione in Fast and Furious, la famosa saga cinematografica in cui ha interpretato il ruolo di Gisele Harabo.
Gal Gadot ha convinto tutti nel ruolo di Wonder Woman, nonostante le perplessità iniziali. Prima attrice non americana a interpretare il personaggio, considerata “troppo mingherlina” e non somigliante fisicamente all’eroina della Dc Comics, è stata in grado di far cambiare idea agli scettici, compresa la regista Patty Jenkins.
Ha sicuramente giovato il suo addestramento militare, che però ha causato non pochi guai alla pellicola. Alcuni Paesi arabi, Libano in testa, hanno infatti deciso di boicottarla proprio per colpa di Gal Gadot. Israeliana e soprattutto sionista.
A Beirut non hanno dimenticato le prese di posizione dell’attrice, che nell’estate 2014, in piena Operazione Margine di Protezione, ha dichiarato: «Il mio amore e le mie preghiere vanno ai ragazzi e alle ragazze che stanno rischiando la vita per proteggere la nazione dagli attacchi orrendi di Hamas, i cui miliziani si nascondono come vigliacchi dietro a donne e bambini».
Al Libano si sono poi aggiunti altri Paesi. In Tunisia, il ministro della Cultura ha fermato la «premiére» del film in seguito alle proteste del partito nazionalista Movimento del popolo; in Giordania (che pure ha firmato un accordo di pace con Israele), una fantomatica commissione per le comunicazioni  starebbe «verificando» per stabilire se i contenuti della pellicola siano «adeguati».
In Algeria, invece, il film è stato tolto dal festival Nuits du Cinéma, pare che le tante adesioni ad una raccolta firme on line abbiano convinto il ministero della culture.
Inaccettabile, per alcuni Paesi arabi e musulmani, che sia proiettato un film con protagonista un’attrice israeliana e sionista.
Wonder Woman è anche un film in qualche modo femminista, nel vero senso del termine. Superpoteri o no, il concetto della donna forte, indipendente, emancipata, non subalterna all’uomo è evocato dall’eroina.
Ma ci sono tanti altri motivi per correre al cinema. Ragioni che esulano dalle più banali, quali l’indiscutibile bellezza di Gal Gadot e la passione per i supereroi della Dc Comics.
Il film è lungo, 2 ore e 21 minuti, ma non annoia mai. Intrattiene con scene d’azione ed altre divertenti, doppi sensi e giochi degli equivoci che valgono da soli il prezzo del biglietto. Ma soprattutto insegna. Wonder Woman è ambasciatrice di un messaggio per tutti: si deve sempre lottare e credere in qualcosa, anche quando sembra che non ne valga la pena, anche quando si è sconfortati e si pensa che il genere umano non meriti nulla. Non è così, lo capiremo vedendo il film.
Wonder Woman non imita il genere maschile, ma è un’eroina femminile a tutti gli effetti, con sensibilità da donna e persino spiccato istinto materno. Personaggio altruista e protettivo, ha deciso di credere nell’amore. Ed è questo l’elemento che permetterà di farla vincere.
Un modello per ragazze e donne, ma soprattutto, come persino un giornale statunitense l’ha definita: “Un’eroina di cui il mondo ha davvero bisogno“. Per tutte le sue caratteristiche.

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