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Addio Pannella. Disse: “I nemici di Israele non temono le armi ma gli ideali”

Se n’è andato a 86 anni Marco Pannella, leader storico dei Radicali italiani, un pezzo di storia d’Italia. Conosciuto per le battaglie sui diritti civili e i temi etici, soprattutto negli anni ’70 e ’80, Pannella ha sempre difeso Israele anche quando era difficile farlo. Un’amicizia riconosciuta recentemente anche dall’Ambasciatore Naor Gilon, che l’ha ringraziato pubblicamente.
Il 18 ottobre 1988, sulle colonne del Jerusalem Post, sono apparse queste parole di Marco Pannella

“Il sionismo, con i suoi immensi valori, è stato concepito mentre nel mondo le lotte per la creazione degli Stati nazionali divenivano cultura di un’intera generazione intellettuale. Oggi quegli stessi valori e quelle stesse speranze, esigono di essere riformate per restare o tornare ad essere vive e vitali.

Occorrono soggetti politici, storici, capaci di guidare questa svolta. Occorrono partiti e forze politiche transnazionali, nuove, per affermare gli ideali di libertà, di giustizia, di pace di tolleranza, per rispondere ai problemi reali dell’umanità e del pianeta, messi a sacco dal disordine stabilito e dominante ovunque.

Occorre rompere anche con un pacifismo “equidistante”, privo di proprie risposte positive, sia sul piano politico che storico. Essere non-violenti comporta essere sempre all’attacco, contro la violenza e i regimi violenti.

Essere democratici significa comprendere che i nemici di Israele non temono tanto le sue armi, quanto i suoi ideali e quelli di democrazia politica e sociale. Questi ideali sono i nemici più temuti da tutti gli altri regimi del Medio Oriente, senza eccezione, perché sono i soli che possono rendere liberi i cittadini, gli abitanti.

In Israele una vecchia classe dirigente sembra schiava del passato, ed è incapace di comprendere fino in fondo che le armi migliori sono quelle di una Stato di diritto, quelle dei diritti civili e umani per tutti; ma soprattutto si è rivelata incapace, sul piano delle idee e del governo, dell’amministrazione, di concepire in modo moderno ed efficace sia la prevenzione sia la repressione, muovendosi secondo una strategia vecchia di cinquant’anni, che isola Israele, tanto più che nel mondo predominano conformismo, demagogia, sottovalutazione del pericolo mortale che rappresentano i regimi totalitari, di destra o di sinistra che siano”.

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