Israele e Medio Oriente

Donald Trump: “Gerusalemme capitale eterna e indivisibile di Israele”

Alla vigilia dell’atteso faccia a faccia tra Hillary Clinton e Donald Trump, previsto per stanotte, i due candidati alla presidenza degli Usa hanno incontrato, a porte chiuse e separatamente, il premier israeliano Benyamin Netanyahu.
Forte la promessa di Donald Trump, candidato repubblicano, che ha garantito la sua disponibilità a riconoscere Gerusalemme unita e indivisibile come capitale dello Stato d’Israele. Attualmente, invece, Gerusalemme è una città contesa e la parte Est è considerata in Cisgiordania. Non tutti gli Stati, anche per questo motivo, sono disposti a riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, una definizione che certo non piace ai palestinesi e al mondo arabo. Spesso, anche giornalisticamente, è quindi indicata Tel Aviv come capitale di Israele, perlopiù per ignoranza ma anche per malafede o “quieto vivere”.
Non è di questo avviso Donald Trump, che nel comunicato diffuso dopo l’incontro con Netanyahu ha espresso parole forti e chiare: “Gerusalemme è stata la capitale eterna del popolo ebraico per oltre 3000 anni”. Proprio per questo la sua amministrazione la riconoscerà come capitale unica e indivisibile di Israele.
Il candidato repubblicano ha anche assicurato che ”fra Israele e Usa sarà avviata una straordinaria cooperazione strategica, tecnologica, militare e di intelligence”.

Meno forti le parole di Hillary Clinton, che al termine dell’incontro con il premier israeliano ha comunque ricordato che “Un Israele forte e sicuro è vitale per gli Stati Uniti”. La candidata dei democratici ha incontrato Netanyahu, sempre a porte chiuse, poche ore dopo il colloquio tra il premier israeliano e Donald Trump. Lo staff della Clinton, commentando l’incontro, ha riferito che la candidata ha ribadito il suo “costante impegno” nelle relazioni tra Stati Uniti e Israele.
Entrambi i candidati sembrano quindi intenzionati a proseguire i buoni rapporti con Gerusalemme, anche se il riferimento di Donald Trump alla capitale è sembrato maggiormente convinto e risolutivo.

1 Commento

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    contromattinale

    27 Settembre 2016 a 8:41

    Poi però, appena ieri sera intervistavano un tycoon dell’estrema destra americana che appoggia Trump e che se la prendeva con la lobby ebraica e con Israel, solite fonti di tutti i mali

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