Israele e Medio Oriente

Gerusalemme appartiene unicamente ad Israele: lo stabilisce la conferenza di Sanremo

C’è una risposta semplice alla domanda su chi possieda Gerusalemme o ne abbia il diritto legale? Jacques Gauthier,  avvocato canadese specializzato in diritto internazionale, ha risposto con un netto Sì, ipotizzando che se esistesse un tribunale creato con lo scopo di studiare al 100% i fatti giuridicamente rilevanti ignorando la politica, esso non potrebbe che stabilire inequivocabilmente che soltanto Israele possieda il titolo di proprietà di Gerusalemme.
Gauthier è stato intervistato dal Jerusalem Post durante un viaggio che ha fatto in Israele per una conferenza che si è tenuta l’11 e 12 giugno scorsi, sul tema proprio delle rivendicazioni ebraiche a Gerusalemme. Ha studiato il diritto internazionale per 30 anni, concentrandosi su una serie di questioni, tra cui i diritti umani, e non si è limitato al solo Medio Oriente. A Ginevra è stato allievo del professor Marcelo Kohen nel 2006.
La tesi di Gauthier consta di 1200 pagine, pesa più di 4 chili e contiene oltre 3200 note.

Gauthier ha presentato le sue conclusioni al parlamento giapponese, alla Camera dei Comuni di Londra, al Parlamento europeo a Bruxelles e ad un comitato congressuale a Washington.
Di religione cristiana, l’avvocato ha rivelato di essersi interessato allo status di Gerusalemme dopo esserci stato nel 1982-1983.
Gauthier ha iniziato la sua ricerca studiando le opere di Theodore Herzl nel 1896-1897 e la dichiarazione Balfour del 1917, ma la sua attenzione si è rivolta maggiormente sulla Conferenza di Sanremo del 24-25 aprile 1920.
La conferenza è stata una continuazione di incontri precedenti tenuti dai vincitori della prima guerra mondiale per stabilire come gestire una vasta gamma di questioni, tra cui la definizione dei confini per nuovi stati-nazione e mandati.

Secondo Gauthier, la Conferenza di Sanremo è stata l'”udienza finale” di un “tribunale mondiale”, con la presenza delle cinque nazioni principali vincitrici della prima guerra mondiale. Il “caso” era stato presentato davanti alla “corte” nel 1919, anno in cui sia gli ebrei che gli arabi del Medio Oriente avevano presentato le loro rivendicazioni durante la Conferenza di Pace di Parigi per ottenere l’indipendenza e il controllo di vari territori.
Gauthier ritiene che il 24-25 aprile a Sanremo sia stato “il momento chiave della storia” sulla questione della proprietà di Gerusalemme e ricorda che Chaim Weizmann, il primo presidente dello stato di Israele, ha definito la decisione “il momento più importante per il popolo ebraico dall’esilio”.

Gauthier non è stato il primo studioso a citare questa conferenza a sostegno dei diritti ebraici a Gerusalemme. Tuttavia, egli si è distinto nell’argomentare che la conferenza in questione sia un evento giuridico singolare e decisivo che cancella tutti quelli apparentemente in contrasto.
Come un avvocato immobiliarista che cerca di determinare una proprietà, egli afferma che solo perché ci sono molte pretese non significa che tutte abbiano la stessa legittimità, concludendo che sia possibile che un’unica decisione ponga fine alla discussione. In questo caso, la decisione è quella della Conferenza di Sanremo.

A Sanremo, le rivendicazioni ebraiche sottoposte ai vincitori della Prima Guerra Mondiale sono state le seguenti: il riconoscimento dello status degli ebrei come popolo sul piano del diritto internazionale; il riconoscimento dei legami storici del popolo ebraico con l’area allora conosciuta come “Palestina”; il diritto di “ripristinare” i diritti storici degli ebrei in Palestina.
Gli arabi hanno invece presentato importanti rivendicazioni sul territorio ottomano, ma non specificamente in Palestina o a Gerusalemme, chiarisce Gauthier.

I leader militari e politici della Conferenza di Sanremo hanno accettato tutte le richieste dei rappresentanti ebraici. Secondo Gauthier, gli inglesi avrebbero dovuto mantenere il controllo del Mandato sulla Palestina solo fino a quando gli ebrei non fossero stati pronti ad assumere la guida dell’area, come confermato dall’articolo 22 del Patto della Società delle Nazioni.
Secondo l’avvocato, questo pone fine a ogni dubbio. Al popolo ebraico è stata data la “proprietà” di Gerusalemme sul piano del diritto internazionale.

Gauthier conclude la sua analisi contestando l’idea che eventuali decisioni successive – come il Piano di ripartizione delle Nazioni Unite, la risoluzione ONU 242 o gli Accordi di Oslo – abbiano tolto la proprietà di Gerusalemme a Israele, basandosi su precedenti che riguardano l’Africa e che dimostrerebbero come accordi già presi non possano essere contraddetti dagli organismi internazionali.
Secondo l’avvocato, Israele  in base alla risoluzione 242 dell’ONU e agli Accordi di Oslo è tenuto a ritirarsi da un certo numero di territori della Cisgiordania, ma Gerusalemme non è menzionata nella risoluzione. Il piano di ripartizione delle Nazioni Unite avrebbe invece potuto essere vincolante, ma dato che gli stati arabi non l’hanno accettato, si è trasformato in una semplice soluzione suggerita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Suggerimento che però è stato respinto e quindi non ha alcun valore.

4 Commenti

4 Comments

  1. Donato Di Segni

    26 aprile 2017 a 16:34

    Il diritto ebraico su Gerusalemme e non solo, è stato stabilito solo tramite il mandato di palestina votato nel 1922 dalla totalità dei 51 paesi parte della Società delle Nazioni. La conferenza di San Remo del 1920 e poi il trattato di Sevres dello stesso anno sono serviti come viatico fondamentale per dare la valenza giuridica internazionale al mandato di palestina. È il mandato di palestina a stabilire che agli ebrei e solo loro abbiano diritti politici essenziali alla fondazione di uno stato, riservando diritti civili e religiosi alle altre etnie presenti sul territorio. Ed è sempre il mandato di palestina a sancire il diritto ebraico a stanziarsi in ogni area ad ovest del Giordano che non fosse stata di proprietà privata oppure destinata a opere pubbliche. Nel settembre 1923 il mandato di palestina viene assegnato agli inglesi per la sua implementazione con il mandato britannico di palestina e nel dicembre 1924 gli Stati Uniti, che pure erano stati strumentali nella fondazione della Società delle Nazioni ma che non ne facevano parte, hanno voluto firmare con l’Inghilterra una convenzione di approvazione del mandato di palestina sul quale già nel 1922 il Presidente USA aveva voluto apporre la sua firma di endorsement.

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  3. Daniel Pommier

    8 dicembre 2017 a 17:32

    A me sembra completamente illogico invocare una legittimità giuridica internazionale basata sulla conferenza di Sanremo del 1920. Un atto internazionale prodotto in un contesto storico e politico completamente differente. A partire dal fatto che la quasi totalità dei continenti africano ed asiatico era sottoposta a un curioso fenomeno chiamato colonialismo europeo, di cui i mandati erano la forma “societaria”, tradendo anche le aspirazioni di autodeterminazione di molti popoli soggetti al dominio coloniale. Questo è storia. Se fondassimo la sovranità su quanto stabilito dalla SDN preghiamo la Croazia di restituirci Istria e Fiume. Ora, senza entrare nella polemica odierna, posso persino riconoscere la legittimità dell’annessione del 1967: un qualcosa su cui non sono d’accordo ma che è persino legittimo rivendicare. Ma fondare la legittimità di un’azione contemporanea, come quella del riconoscimento da parte americana di Gerusalemme capitale, su quanto stabilito dal Consiglio della Società delle Nazioni, quando in cielo sfrecciavano i biplani e le auto andavano a manovella, è semplicemente grottesco.

    • Riccardo Ghezzi

      8 dicembre 2017 a 18:48

      Temo che Lei abbia letto solo il titolo oppure non sia arrivato al fondo dell’articolo, altrimenti le sarebbe chiaro il motivo per cui si “invoca una legittimità giuridica internazionale basata sulla conferenza di Sanremo nel 1920”, ovvero “quando in cielo sfrecciavano i biplani e le andavano a manovella”.
      Molto banalmente, se non ha voglia di rileggere: non c’è stato nient’altro dopo. Nessun altro accordo tra le parti. Solo risoluzioni Onu e accordi di Oslo che non contraddicono la Conferenza di Sanremo e un Piano di Ripartizione Onu che non è stato accettato, peraltro dagli stati arabi.
      In ogni caso, tutto questo riguarda l’appartenenza ad Israele di Gerusalemme, non il riconoscimento come capitale da parte americana

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