Israele e Medio Oriente

L’equivalenza insostenibile

Un’altra drammatica conseguenza dell’eccidio compiuto dalle squadre della morte di Hamas il 7 ottobre scorso, è  il graduale emergere di una equivalenza insopportabile e insostenibile, mettere la morte dei civili palestinesi vittime dei raid israeliani a Gaza sul medesimo piano dei civili israeliani trucidati da Hamas. Questa equivalenza è sia ipocrita che falsa, il suo unico scopo è unicamente quello di criminalizzare Israele equiparandolo ai terroristi palestinesi.  

Secondo questa logica abbietta, non c’è distinzione tra la programmatica volontà di uccidere i civili e la morte di questi ultimi come conseguenza collaterale e sempre, purtroppo, inevitabile, di ogni guerra ma, conta solo il loro numero. Se il numero dei morti civili di uno dei due contendenti è più alto, si tratterebbe di quello che è moralmente dalla parte della ragione. 

Proveremo a descrivere il perché e il come sono avvenute le uccisioni dei civili. Partiamo dall’eccidio perpetrato da  il 7 ottobre, senza eguali nella storia di Israele pur avendo la stessa dinamica di azione e reazione di innumerevoli episodi passati. 

L’azione compiuta dai terroristi palestinesi di Hamas aveva un fine chiaro, lo sterminio di quanti più ebrei possibile. Questa azione di sterminio è stata accompagnata da atti di inumana crudeltà, ripresi dagli stessi esecutori a fini propagandistici, anche verso persone particolarmente indifese: bambini, neonati e anziani. Essi non sono stati colpiti a distanza perché si trovavano nei pressi di basi militari, ma sono stati uccisi casa per casa a sangue freddo: in pratica erano i civili stessi il vero obiettivo dell’azione. Sono stati omicidi volontari con l’aggravante della crudeltà, del sadismo e dello scempio.

L’azione militare intrapresa da Israele, come quelle avvenute in passato, non ha unna intenzione omicida programmatica nei confronti della popolazione civile palestinese. I morti civili a Gaza sono causati del fatto che la popolazione è utilizzata volontariamente dai terroristi palestinesi, come scudo umano. A riprova di ciò, è facile dimostrare che quest’ultimi hanno disseminato le installazioni militari di comando, comunicazione, stoccaggio delle armi, depositi di esplosivi e rampe di lancio per razzi e missili, sia tra le case, gli ospedali, le scuole, le moschee, sia sotto terra tramite una rete di tunnel (di diversi chilometri) sottostante i centri densamente popolati. Inevitabilmente, una qualsiasi risposta militare in questo teatro di guerra provoca, e ha provocato, la morte dei civili.

Israele è ben consapevole che i terroristi palestinesi, attuano questa forma di “protezione” dei propri centri militari tramite lo “scudo” delle abitazioni civili (modalità severamente vietata da tutte le convenzioni internazionali relative alla guerra), di conseguenza ha sviluppato, unico paese al mondo, delle tecniche di avvertimento per la popolazione al fine di evitare il più possibile il suo coinvolgimento. Le tecniche più utilizzate sono: avvertimento tramite chiamata telefonica nell’area che si andrà a colpire, oppure segnalazione dell’obiettivo che sarà colpito con un missile senza carica esplosiva per far allontanare i civili. Ovviamente, di questi avvertimenti, ne approfittano anche i terroristi per scappare sapendo con precisione cosa sarà colpito.

Per il comando israeliano è più importante evitare al massimo le vittime civili, anziché, colpire in maniera più efficace i terroristi. Nessun altro esercito al mondo ha mai adottato tecniche simili in altri teatri di guerra, tanto è vero che, nelle accademie militari e nei centri di addestramento di molti paesi, le tecniche utilizzate da Israele sono studiate e prese a modello.

Tutte le statistiche sui conflitti armati, rilasciate dal comando americano o dai paesi NATO, forniscono chiare indicazione del fatto che le azioni militari israeliane compiute a Gaza sono quelle che hanno prodotto il minor numero di morti civili rispetto a qualsiasi altra azione militare intrapresa dagli eserciti di tutto il mondo. Questi dati comprendono anche gli USA e i paesi della NATO, per i quali la priorità è  sempre quella di tutelare i propri soldati. Tra queste azioni militari si possono ricordare la Prima guerra del Golfo (sotto egida ONU) quella in Somalia (sotto egida ONU),  e di seguito in Serbia, Afghanistan, Iraq, Siria. Ognuna di queste operazioni militari ha causato un numero di morti tra i civili enormemente superiore, benché, la densità abitativa in ogni teatro  di guerra citato fosse molto più bassa di quella di Gaza. Quindi, accusare Israele di uccidere deliberatamente i civili, come fanno, invece, i terroristi palestinesi, è  falso in modo esorbitante.

Il diritto internazionale su questo punto è chiaro, la totale responsabilità dei morti civili, se sono utilizzati come scudi umani, o semplicemente dimorano nelle immediatezze degli obiettivi militari, è esclusivamente di chi installa tali obiettivi tra la popolazione civile. Il solo fatto di svolgere azioni militari da installazioni ubicate tra le case, rende ipso facto, tali abitazioni legittimi obiettivi militari. In più, è utile anche ricordare che, il non utilizzare abiti riconoscibili (divise) da parte di milizie armate, soprattutto nei centri urbani, è una grave violazione delle leggi di guerra perché rendono indistinguibili le milizie dai civili disarmati, trasformando questi ultimi in possibili obiettivi militari.  

Quanto esposto fino ad ora, non significa che “un morto vale meno di un altro” ma che le azioni e le motivazioni che hanno come conseguenza non intenzionale le uccisioni dei civili, sono moralmente diverse e non equiparabili a quelle che lo sono intenzionalmente, oltre che essere discriminabili tra legali e illegali. 

Mettere sullo stesso piano chi ammazza a sangue freddo, volontariamente, e in modo efferato con chi, involontariamente, uccide delle persone perché si trovano nell’immediatezza di un chiaro obiettivo militare, è immorale e pericoloso. Pericoloso, perché se uno Stato non potesse reagire ad una strage per il fatto che l’avversario utilizzi la propria popolazione civile come scudo umano, non è assolutamente vero che la spirale della violenza cessi. È sicuro il contrario, si verificherebbero più attentati e più stragi perché il chiaro intento di organizzazioni criminali come Hamas è lo stermino, non il benessere della propria popolazione. Per quanto costosa in vite umane possa essere, una risposta militare adeguata ai crimini commessi da Hamas, deve essere la sua distruzione. 

 

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