Antisemitismo, Antisionismo e Debunking

Minacce a Pezzana perché “sionista”, ma la condanna è ridicola

«Le cartacce che ospita la sua bottega di merda prenderebbero fuoco molto facilmente. Questi posti andrebbero bruciati con il ratto dentro». E’ stata questa la minaccia, pubblicata su facebook nel 2015, diretta alla libreria Luxemburg di Torino e ad Angelo Pezzana, reo di aver partecipato ad un volantinaggio promosso dall’associazione Italia-Israele. Le prese di posizione a favore di Israele da parte di Pezzana, che è anche direttore del sito on line Informazione Corretta, hanno attirato l’odio dell’attivista filo-palestinese Riccardo Sotgia, di 36 anni, che per mezzo del social network ha invitato a bruciare la libreria di Pezzana “con il ratto dentro”. Chiare minacce e soprattutto istigazione a delinquere, ma la richiesta della Procura in tal senso non è stata accolta.
Il giovane è stato condannato soltanto ad una multa per minacce e diffamazione aggravate dall’odio nazionale: 1200 euro.
Assieme a Sotgia c’era un altro imputato, Luigi Giani di 52 anni, che invece è stato assolto. Entrambi sono risultati 
vicini agli ambienti della sinistra radicale e marxista.
Una sentenza che ha lasciato perplessa la vittima delle minacce, Angelo Pezzana, che ha commentato così: «Evidentemente la minaccia di bruciare qualcuno non desta grande preoccupazione nella giustizia italiana». Non è convinto neppure l’avvocato di Pezzana, Alberto Bazzano, che si è mostrato deluso per il mancato riconoscimento dell’istigazione a delinquere, che, come detto, era stato chiesto anche dal pm Roberto Sparagna. La richiesta della pubblica accusa infatti era stata di dieci mesi di carcere.
Resta il fatto che si possa essere gravemente minacciati via facebook soltanto assumendo posizioni a favore di Israele, ma, in base alla sentenza del Tribunale di Torino, questo non sembra turbare più di tanto la giustizia italiana.
Sotgia, dal canto suo, continua ad essere attivo su facebook e a pubblicare contenuti visibili a tutti, tra cui post di sostegno ad Assad, Maduro, Chavez e persino di commemorazione in onore della brigatista rossa Margherita Cagol.

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