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“Il bullo di quartiere”, la canzone di Bob Dylan dedicata ad Israele

Bob Dylan è stato insignito del premio Nobel per la letteratura, proprio il giorno della scomparsa di Dario Fo. Una sorta di accattivante passaggio di consegne.
Del grande cantautore e compositore americano sono note le origini ebraiche: il vero nome è Robert Allen Zimmerman. I nonni paterni erano ebrei emigrati negli Usa dalla città ucraina di Odessa in seguito ai pogrom antisemiti, i nonni materni ebrei lituani emigrati in Usa qualche anno prima.
Forse non tutti sanno, invece, che nel 1983 Bob Dylan ha scritto una canzone dedicata ad Israele. Il titolo è “Neighborhood bully”, “Il bullo di quartiere”, il testo è una chiara e geniale metafora della situazione in Medio Oriente.
Ecco la traduzione in italiano

Bè, il bullo del quartiere è solo uno
I suoi nemici dicono che è sul loro territorio
Loro sono più numerosi circa un milione contro uno
Lui non ha nessun posto dove scappare, nessun posto dove correre
È il bullo del quartiere.

Il bullo del quartiere vive solo per sopravvivere
È criticato e condannato solo per essere vivo
Non è ritenuto capace di difendersi, né di avere la pelle dura
Si pensa che si faccia uccidere quando gli si sfonda la porta
È il bullo del quartiere.

Il bullo del quartiere è stato sbattuto via da ogni terra
Girovaga per il mondo, è un esiliato
Ha visto disperdere la sua famiglia, la sua gente perseguitata e dilaniata
È sempre sotto processo per il solo fatto di essere nato.

Ha evitato il linciaggio di una folla ed è stato criticato
Vecchie donne lo hanno condannato, dicendo che avrebbe dovuto scusarsi
Poi ha distrutto una fabbrica di bombe, e nessuno ne fu lieto
Le bombe erano per lui, fu ritenuto ancora cattivo
È il bullo del quartiere.

Bè, la sorte è contro di lui e le sue probabilità sono poche
Che accetti di vivere entro le regole che il mondo gli impone
C’è un cappio al suo collo ed un fucile puntato alla sua schiena
E la licenza di ucciderlo è concessa a qualsiasi maniaco
È il bullo del quartiere.

Bè, non ha nessun alleato con il quale parlare
Deve pagare per qualunque cosa faccia, non è mai amato
Compra armi obsolete e non vuole essere ripudiato
Ma nessuno gli concede la propria pelle ed il proprio sangue per combattere al suo fianco.

È circondato da pacifisti che vogliono la pace
Loro pregano ogni notte perché lo spargimento di sangue finisca
E non farebbero male ad una mosca, a far male a qualcuno piangerebbero
Ma si nascondono ed attendono solo che questo bullo cada addormentato
È il bullo del quartiere.

Ogni impero che l’ha fatto schiavo è morto
Egitto e Roma, anche l’antica Babilonia
Ha fatto un giardino di paradiso nella sabbia del deserto
A letto con nessuno, sotto il comando di nessuno.

Ora il suo libro più sacro è stato calpestato
Nessun contratto che ha firmato valeva quanto quello scritto lì
Prese le briciole del mondo e le tramutò in ricchezza
Prese malattia ed affezione e le tramutò in salute
È il bullo del quartiere.

È qualcuno indebitato con lui?
Nessuno, dicono, egli ha solo causato la guerra
Superbia e pregiudizi e superstizione in realtà
Aspettano questo bullo come un cane aspetta il cibo.

Che cosa ha fatto per portare così tante cicatrici
Ha cambiato il corso dei fiumi, ha contaminato la luna e le stelle
Il bullo del quartiere lì sulla collina
Mentre il tempo si va esaurendo, col tempo immobile
Il bullo del quartiere.

2 Commenti

2 Comments

  1. Avatar

    Eugenio

    14 Ottobre 2016 a 23:05

    Grazie Riccardo per il tuo lavoro , ci fai scoprire sempre qualcosa di interessante.

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