Israele e Medio Oriente

Come il Terzo Reich

Sul sito di Gariwo, specializzato nell’inaugurazione di giardini per Giusti, tra cui anche Vittorio Arrigoni, leggiamo un lungo articolo di Anna Foa, che del sito è intellettuale principale di riferimento, in cui essa  si spende con prodigalità contro l’attuale governo israeliano.

Il risultato è un mix tra l’onirico e il farsesco, una bouillabaisse cucinata con i più triti luoghi comuni e le più tritate banalità. Va subito aggiunto però che si tratta di un capolavoro nel suo genere, perchè si pone come summa non teologica se non vero e proprio apex caricaturale del deragliamento di sinistra. Il titolo ha già un richiamo epico, Il futuro di Israele.

Quella della Foa non è una analisi, manca completamente del suo presupposto strutturale, la capacità di separare i fatti dai propri pregiudizi e di descriverli avendone approfondito la natura per fornire un quadro il più possibile aderente alla realtà. E’ il fumetto nero di una ideologa priva desolantemente di qualsiasi serietà scientifica, e qui ne mostreremo alcuni scampoli.

Da subito suona il capanello d’allarme ben noto: in Israele la democrazia è in pericolo. Per salvaguardarla sono scesi in piazza prodi manifestanti armati di scudi e lance metaforiche. La Foa prova un frisson revolucionario a guardare “le centinaia di migliaia di persone che manifestano da settimane in tutte le città israeliane”.

Dagli ebrei la salvezza. Quale? Non solo quella di fare abortire la riforma della giustizia ma quella che permetterà a Israele di “affrontare i nodi irrisolti della sua storia, prima fra tutti il rapporto con i palestinesi e il permanere dell’occupazione, che sono alla radice della svolta recente del governo verso uno Stato sempre più simile al Sud Africa dell’apartheid”.

I lemmi, “occupazione” e “apartheid” sono due dei feticci più consolidati della propaganda contro Israele. Se ne nutrono tutti coloro che lo attaccano. Il problema, però, resta sempre quello irrisolubile, specificare che cosa esattamente Israele “occuperebbe”, su quale territorio di un altro detentore sovrano esso sarebbe insediato. Questo la Foa non lo scrive, non essendo in grado di poterlo fare, si limita a ripetere il concetto.

La stessa difficoltà si presenta con “apartheid”, ovvero con il regime segregazionista sudafricano in cui vigeva una rigorosa divisione della società basata sul concetto di superiorità razziale. Che forse, tra i tanti esempi di apartheid è da annoverare anche il governo precedente a quello demoniaco attuale, in cui tra i partiti di coalizione vi era Ra’am, la formazione islamica di Mansour Abbas? 

Fu quella una occasione forse irripetibile, portare al governo un partito rigorosamente musulmano, quindi rigorosamente omofobo e misogino, mica un orrore paragonabile all’esecutivo attuale dove furoreggiano “i discepoli razzisti del rabbino Kahane e del suo movimento Kach, messo fuorilegge in Israele negli anni Ottanta, accompagnati agli estremisti religiosi che vogliono imporre la loro egemonia sul Paese”.

Il seguito dell’articolo è un ruzzolare senza sosta per le scale. “La riforma giudiziaria voluta da Netanyahu, togliendo i poteri alla Corte Suprema che aveva rappresentato finora un importante elemento di equilibrio in un paese privo di Costituzione rappresenta per il governo la possibilità di varare senza opposizione le leggi che gli piacciono. In questo senso essa rappresenta un vero colpo di stato e minaccia pesantemente la democrazia israeliana”.

Al di là di una certa sciatteria prosastica (il verbo “rappresentare” usato per ben tre volte consecutivamente), è curioso che la Foa faccia riferimento agli equilibri dello Stato, al loro sovvertimento, ai colpi di stato, curioso, perchè evidentemente si è completamente scordata o non ha mai letto ciò che Montesquieu scrive nel XI capitolo de Lo Spirito delle Leggi, là dove spiega che se commisto al potere legislativo, il potere giudiziario esercità una potestà arbitaria usurpando delle sue prerogative.

Lo squilibrio tra poteri dello Stato in Israele esiste già da trent’anni e si conclama nel 1992 quando la Knesset approva con solo un quarto dei suoi parlamentari due Leggi Base, che poi, successivamente, trasforma arbitrariamente in leggi costituzionali, senza l’aggravio di un iter legislativo.

La Foa scrive di cose che non conosce, prassi consueta di tutti i demagoghi, i quali ritengono che ciò che conta rispetto a un argomento del quale non hanno i rudimenti sia di mascherarne la mancanza con frasi ad effetto, flatus vocis roboanti.

Prima del suo coartamento da parte della Corte Suprema la Knesset aveva il potere di varare leggi che subivano sì lo scrutinio dei giudici i quali potevano bocciarle, ma aveva anche la prerogativa sovrana per un esecutivo, di potere fare ricorso contro la decisione presa riattivare il processo legislativo e quindi confermare la legge bocciata. A quel punto i giudici tacevano, come dovrebbe fare chi non sa.

Non possono mancare nel quadro, i “coloni”, veri e propri villains ebrei a cui mancano i nasi adunchi e le gabbane nere, ma non il fanatismo intrinseco, e che, con l’appoggio delinquenziale del governo in carica, si apprestano a esercitare “pogrom” contro i palestinesi. Non basta. Nelle università israeliane un po’ come in quelle naziste dopo l’avvento del Terzo Reich, vige un clima di terrore. “Aumentano le violenze, per ora prevalentemente verbali, contro studenti e studentesse palestinesi, accusate di favorire i terroristi”. Per ora. In attesa della Kristallnacht palestinese, bisogna mantenere alta la vigilanza, non solo nei loro confronti, ma anche nei confronti di omosessuali e delle donne progressiste al Kotel. “Che cosa succederà con questo governo di fanatici?. Quello che vuole ottenere il governo è un Israele senza palestinesi, senza minoranze, senza riformati, senza omosessuali, con le donne private di dignità e potere”.

Ci vorrebbe così poco a dire che in Israele al momento si è insediato un governo nazista. Perchè, la Foa, nel suo furore si autoacceca come Edipo, e non è in grado di vedere che quello che descrive, un governo di fanatici che incita ai pogrom, che nelle università intimidisce una minoranza etnica, che sta spingendo la Stato verso una egemonia razziale, che vuole soggiogare a sè i giudici per imporre protervamente l’egemonia dell’esecutivo, che ha una vocazione eliminazionista verso minoranze etniche e di genere, è la copia esatta dell’esecutivo nazionalsocialista che salì al potere in Germania nel 1933.

 

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