Israele e Medio Oriente

Diario da Israele 1/07/2016: Hallel Yaffa Ariel, fiore reciso

Non è tollerabile vedere la madre della luminosa Hallel, splendida luminosa Hallel, 13 anni, uccisa ieri a coltellate nella sua camera a Kirayt Arba, piangere sulla sua bara.
Novella Rachele straziata.

Non è tollerabile che un anacronismo vivente come Jeremy Corbyn, paragoni Israele all’Isis. Non è tollerabile che al parlamento europeo i parlamentari, in piedi, applaudano Abu Mazen il quale, prima di smentirla, racconta di un fantomatico rabbino il quale avrebbe parlato della necessità di avvelenare i pozzi della Giudea e della Samaria.
Non è tollerabile questo odio senza sosta e senza tregua per Israele, nutrito di menzogne, sconcezze, turpitudini.
Benjamin Netanyahu ha sottolineato come “i valori che l’assassino di Hallel detestava maggiormente, la diversità, la libertà, il pluralismo, non moriranno, gli avremo sempre cari”.

La luce spenta di Hallel è la luce della vita e della bellezza e della gioia, è la luce del futuro che gli assassini e i loro complici, i loro numerosi complici, nei media, nelle istituzioni, nelle università in Occidente, questo nostro vecchio e sfigurato Occidente, vogliono rapire per consegnarlo a chi lotta per il trionfo della morte e di una ideologia priva di speranza.

Tanatologi, nichilisti religiosi, corrotti satrapi vestiti all’occidentale con ai piedi costose scarpe italiane. Nessuno di loro vuole la pace, o la cerca.
Benny Morris, con lo spietato realismo che connota il suo sguardo sulle cose, me lo ha ribadito quando l’ho incontrato a Gerusalemme: “La Palestina la vogliono tutta. E’ stato così fin dall’inizio”. La vogliono tutta per sottometterla alla loro ideologia e per annullare questo miracolo di gioia, forza e passione che è Israele.
Salutiamo Hallel, abbraciamo sua madre Rina.

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