Islam e Islamismo

Giovane ebrea strangolata e uccisa dall’amante arabo in nome dei “prigionieri palestinesi”

Il corpo di una donna ebrea scomparsa dalla regione di Binyamin, nella “West Bank”, è stato trovato dalla polizia la scorsa settimana dopo che il fidanzato arabo ha confessato di averla strangolata e di averle spaccato la testa con pietre ad Holon in nome della “libertà dei prigionieri palestinesi”.
La polizia aveva da tempo ricevuto la denuncia della scomparsa di Michal Halimi, 29 anni, incinta e sposata con un altro uomo, di cui si erano perse le tracce dalla fine di maggio. Da lì sono state avviate le indagini per trovarla. Per tutta la durata della ricerca è stato dato l’ordine di non pubblicazione della notizia sui media.
Non è chiaro chi fosse il padre del bambino.

“Nel corso dell’indagine, è emerso che la donna scomparsa aveva lasciato volontariamente Binyamin e apparentemente stava in casa di un giovane palestinese di Nablus con cui era in relazione”, ha fatto sapere la polizia.
“Sulla base di elementi emersi nelle indagini preliminari, tra cui immagini e post dei due giovani condivisi su Facebook, era stata appurata l’intenzione dei due di impegnarsi in una relazione sentimentale seria. Durante lo svolgimento delle indagini, il sospetto (il giovane palestinese n.d.r) è stato arrestato e nella prima fase dei suoi interrogatori si sono verificate contraddizioni nelle risposte del ragazzo a domande su dove si trovasse la giovane scomparsa, un fatto che ha sollevato il sospetto del coinvolgimento del palestinese”.

Mentre l’indagine si è intensificata, gli amici che erano in contatto regolare con il sospetto, identificato come Muhammad Harouf, sono stati arrestati e indagati. Durante i loro interrogatori hanno confermato che Michal Halimi era in relazione con Harouf e che è scomparsa nel giorno in cui i due si sono incontrati a Holon.
Quando ormai era chiaro che la giovane ebrea fosse morta, il ragazzo ha confessato di averla uccisa a Holon e ha ricostruito l’omicidio. Il cadavere della giovane è stato ritrovato il 24 luglio.

“Secondo la sua versione, ha incontrato la ragazza nell’area di Holon, l’ha strangolata, l’ha colpita in testa con pietre, ha nascosto il suo corpo e ha abbandonato la scena del delitto con la sua auto. Il tutto in nome della “libertà dei prigionieri palestinesi ” ha ribadito la polizia.
Dopo l’arresto di Harouf, l’organizzazione ebrea ortodossa statunitense Yad L’Achim ha accusato la polizia israeliana di negligenza nella gestione dell’indagine per aver impiegato troppo tempo nella risoluzione del caso di omicidio e per aver disposto il divieto di pubblicazione di notizie sui media senza contattare la famiglia della vittima.
L’organizzazione ha fatto sapere di aver ricevuto richiesta di aiuto dal marito di Michal Halimi dopo la scomparsa della moglie.

“La famiglia ha scoperto questa mattina che era stato annullato il divieto di pubblicazione di notizie su Michal Halimi e che si è parlato dell’omicidio sui giornali poche ore prima del funerale”, ha dichiarato l’organizzazione in un comunicato.
“Il comportamento della polizia in questo caso [rispecchia] la condotta di altri casi che abbiamo seguito in passato”.
L’associazione ha aggiunto che l’omicidio di Michal Halimi fa “parte delle numerose statistiche di donne ebree che stabiliscono rapporti amorosi con arabi e finisco in una situazione pericolosa e soffocante”.
“In Yad L’Achim seguiamo questi casi regolarmente e cerchiamo di aiutare e sostenere queste donne nel trovare un modo per costruire una nuova vita” ha detto l’organizzazione.
Il sospetto è stato denunciato con l’accusa di omicidio di primo grado.

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