Antisemitismo, Antisionismo e Debunking

Gli ebrei cacciati dai paesi arabi hanno lasciato terreni cinque volte più grandi di Israele

Centinaia di migliaia di ebrei hanno lasciato le loro case fuggendo dai paesi arabi dopo la fondazione dello Stato di Israele. Sono circa 850.000 gli ebrei fuggiti dai paesi arabi dopo la fondazione di Israele nel 1948, lasciandosi alle spalle attività valutate oggi più di 300 miliardi di dollari.
Il primo a ricordarlo, nei giorni nostri, era stato Heskel M. Haddad, presidente dell’Organizzazione Mondiale degli Ebrei nei Paesi Arabi, nel 2007. Haddad ha rivelato che la stessa organizzazione, con sede a New York, ha in suo possesso i documenti riguardati titoli di proprietà di terreni in paesi arabi per un totale di 100.000 kmq. Questi titoli di proprietà sono intestati a ebrei e sono vecchi di decenni. La maggior parte di queste proprietà si trova in Iraq, Egitto e Marocco.

espropriate

Facendo un parallelismo, centinaia di migliaia di palestinesi – con stime che vanno da 400.000 a 750.000 – hanno lasciato il territorio controllato da Israele nel 1948 e 1949, ma nel 1950 la Lega Araba ha approvato una risoluzione che impediva ai governi degli stati arabi di concedere la cittadinanza ai profughi palestinesi, mantenendoli così in un limbo per più di mezzo secolo. Allo stesso tempo, la Lega Araba ha sollecitato i governi arabi a favorire l’uscita degli ebrei dai paesi arabi, attraverso una serie di misure punitive e decreti discriminatori che hanno reso insostenibile per gli ebrei la permanenza nei Paesi. “Nessun ebreo proveniente dai paesi arabi avrebbe rinunciato alla sua proprietà e alla casa per venire in Israele, al di là del sionismo”, ricordò Haddad.

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