Editoriali

Guerra giusta

I dettagli raccapriccianti che emergono dal circostanziato reportage del New York Times appena pubblicato relativo agli stupri, alle sevizie e alle uccisioni delle donne israeliane avvenute il 7 ottobre scorso da parte di Hamas, dettagli in parte già noti, ci mettono ancora di fronte, a ormai quasi tre mesi dagli eventi, all’orrore più bestiale.

Orrore che fin da subito Hamas ha cercato di negare e che, più è passato il tempo, più si è tentato di fare passare in secondo piano se non di dimenticare del tutto, spostando tutti i riflettori sulla guerra a Gaza e sulle vittime civili.

Le atrocità perpetrate da Hamas resteranno a perenne memoria tra le maggiori efferatezze commesse da degli esseri umani nei confronti di altri esseri umani.

Si è trattato di una deliberata e selvaggia volontà omicida. Soltanto chi ha smarrito completamente la bussola morale nonché un minimo criterio di razionalità può equiparavi le morti dei civili a Gaza.

Non sono mai esistite ne mai esisteranno guerre senza morti civili, donne, anziani, bambini, e non ha molto senso stilare una classifica, partendo dalla Seconda guerra mondiale ad oggi.

L’assassinio deliberato corredato dalla crudeltà più sadica si pone su un piano completamente diverso, si pone sul piano dell’abiezione umana e della mostruosità, così come i bombardamenti massicci delle città e l’uccisione dei civili durante la Seconda guerra mondiale furono una inevitabile conseguenza dell’azione bellica mentre il programma  sistematico di distruzione del popolo ebraico non lo era.

Sono distinzioni basiche e fondamentali e sono qui a ricordarci la necessità morale della guerra in corso, la sua giusta e inesorabile ragione d’essere, l’eliminazione di un nemico efferato e spietato, in modo che non possa più ripetere ciò che ha fatto il 7 ottobre.

 

 

 

 

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