Jewish Lifestyle

La donna in Israele

Dio creò l’uomo a Sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. (genesi 1.27)

Storicamente il ruolo della donna è confinato all’ambito domestico.
La tradizione e la cultura religiosa hanno relegato la donna in casa.
Agli inizi del XX secolo le cose hanno iniziato a cambiare e la concessione del suffragio universale anche alle donne negli Stati Uniti e nel Regno Unito nel 1919 ha segnato l’inizio del cambiamento.
Golda Meir, una donna, è stata primo ministro israeliano già nel 1969, un avvenimento che altri Paesi potevano solo sognare. In Italia tuttora non c’è ancora stato un capo del governo donna.
In realtà, i primi arrivati in Terra d’Israele alla fine del 1800 trovarono il dominio ottomano e in quel contesto le donne, come da legge, non avevano molti diritti quali il diritto di voto, il diritto di eredità, etc.
I nuovi arrivati accettarono questo, salvo provare a cambiarlo successivamente.
Le donne facevano parte di organizzazioni sociali anche di combattenti e nel 1948, durante la guerra d’indipendenza di Israele, combattevano accanto gli uomini senza distinzioni o differenze.

Israele è uno dei pochi paesi ove c’è il servizio militare di leva obbligatorio per le donne. Dura due anni e viene svolto dai 18 ai 20 anni di età in ogni ruolo “maschile”, compreso pilota di aereo o elicottero, con la sola differenza che vengono risparmiati i combattimenti in prima linea per evitare maltrattamenti nel caso vengano catturate dal nemico.
Nei primi anni della rinascita dello stato d’Israele le donne cominciavano a partecipare alla politica israeliana in ogni ruolo e tentavano la carriera militare fino ad arrivare ad essere anche Generale nel 2011. La prima a diventarlo è stata Orna Barbai, ma tantissime sono arrivate fino al grado di Colonnello pur essendo mogli e madri, riuscendo a svolgere tutti i ruoli.
Il 14 maggio 1948 il primo ministro israeliano David Ben Gurion leggeva il documento dell’indipendenza dello stato di Israele in cui era scritto: “Lo Stato di Israele assicurerà completa uguaglianza di diritti sociali e politici a tutti i suoi abitanti senza distinzione di religione, razza o sesso”.
Di conseguenza quando nacque il primo governo israeliano il 18 marzo 1949 questo concetto divenne legge.
Fin qui sembra che la situazione sia migliore dei “soliti” paesi scandinavi ma non è proprio così.
Se prendiamo la rappresentanza delle donne nel parlamento Israeliano, corrisponde al 23%,  un numero molto basso in paragone all’apertura mentale della donna in Israele. Una su cinque si occupa di educazione ma poche occupano posti nell’amministrazione. Quasi l’80% delle donne lavora, ma se parliamo della donna araba o ebrea ortodossa non è così perché la maggior parte di loro sono madri di numerosi figli e devono rimanere a casa per accudirli. Secondo gli ortodossi la donna non dovrebbe fare il servizio militare perché rischia di rovinarsi moralmente, per cui o si sposano prima dei 18 anni venendone esonerate, oppure le ortodosse sioniste fanno il servizio civile.

La madre di chi scrive, pur essendo figlia di un grande rabbino, combatteva insieme agli uomini durante la guerra del 1948.
In Israele c’è un fattore molto importante che rende difficile concedere alla donna diritti eguali all’uomo per accedere a posti in maniera paritaria: a seguito del permanente conflitto arabo-israeliano, la questione sicurezza è sempre al primo posto e quindi quella femminile passa in secondo piano.
Israele vede l’azione militare come centrale e premia la presenza dei militari.
Essendo la presenza maschile nell’esercito preponderante, il maschio ha dei bonus punteggi derivati dal servizio militare migliori rispetto alla donna nelle graduatorie per ottenere posti di lavoro.
Inoltre il rallentamento dell’emancipazione femminile è provocato dall’uomo che teme la concorrenza femminile e per questo crea muri sociali, morali e religiosi contro la donna. Così anche in Israele gli uomini sono quello dominanti nell’ambito del lavoro e della vita pubblica.
Ne sono conseguiti i soliti stereotipi, nonostante forti percentuali di donne integrate nel mondo del lavoro e nonostante la loro formazione sia in molti casi superiore.

Un ostacolo molto importante è la mancanza di sostegno familiare, per cui la donna deve comunque farsi carico dei lavori domestici, di crescere i figli e gestire il nucleo familiare.
La situazione delle donne è in ogni caso migliorata. Oggi, le donne in Israele sono più istruite rispetto a decenni fa. Anche la rappresentanza delle donne nella forza lavoro è notevolmente visibile, a differenza del passato le troviamo anche tra i colletti bianchi in professioni prima solo maschili.
Ulteriore miglioramento si è avuto per quanto riguarda le condizioni di salute delle donne. I dati provenienti da Social Survey, grazie ad una ricerca condotta dall’Ufficio centrale di statistica, mostrano che circa la metà delle donne (51%) valuta la loro salute come molto buona e tra i giovani (fino a 44 anni) la percentuale di donne che considerano la loro salute come molto buona è anche più alta e si attesta al 77%.
Questi dati indicano che le donne in Israele oggi sono più sane che in passato e la loro aspettativa di vita è di 83,6 anni rispetto ai 79,9 anni degli uomini.
Inoltre, le donne sono oggi più ricche di risorse che in passato, ciò ne facilita la penetrazione nel mercato del lavoro e notevoli sono i risultati raggiunti. Il miglioramento della condizione della donna nei confronti degli uomini è avvenuta principalmente grazie all’istruzione. Ad esempio, nel 2012 il rapporto tra i diplomati delle scuole superiori è stato del 65% tra le ragazze, rispetto al 53% per i ragazzi e la percentuale di studenti ammessi all’università è stata più elevata tra le ragazze (52%) che tra i maschi (44,5%). Il divario con il settore arabo nel campo dell’istruzione tra le ragazze e i ragazzi è ancora più evidente.
Quindi, il 57,1% di tutti gli studenti in Israele è costituito da donne, rispetto a solo il 43% di 40 anni fa. Le donne ora rappresentano la maggioranza degli studenti di tutti i gradi e la loro percentuale tra gli studenti è al 56,5% e tra gli studenti laureati al 59,9%. In generale, il vantaggio delle donne nell’istruzione sugli uomini è evidente anche negli anni medi di istruzione dove per la lavoratrice sono 14,2 anni e per il lavoratore sono 13,8 anni.

Le donne nel campo del lavoro hanno fatto molta strada e la proporzione di donne di età superiore ai 15 anni che partecipano alla forza lavoro in Israele (lavorano o cercano un lavoro) è del 58,2%. Sembra che a causa della mancanza di opportunità e per l’onere imposto dalla casa sulle spalle delle donne, solo il 66,7% di queste stiano lavorando a tempo pieno, mentre per gli uomini il tasso di lavoratori a tempo pieno si attesta al 86,6%. Un altro dato interessante è che le donne che lavorano a tempo parziale lo hanno fatto involontariamente perché erano alla ricerca di un lavoro a tempo pieno, ma non riuscivano a trovarlo. E circa il 52% dei lavoratori scoraggiati sono donne.
Il 2015 spicca anche per il tasso di madri che partecipano al mercato del lavoro, intorno al 76%. Tra le madri che hanno almeno 4 figli, è del 55% la partecipazione al mercato del lavoro.

Nonostante i dati incoraggianti per quanto riguarda la salute, l’aspettativa di vita, l’istruzione e l’occupazione delle donne in Israele nel 2015, altri dati mostrano che le donne trovano ancora discriminazioni e minori opportunità.
L’analisi delle tendenze dell’occupazione è piuttosto desolante. Ad esempio, anche se la percentuale delle donne nel mercato del lavoro di oggi è grande, il rapporto tra i manager è solo del 32,6%.
Inoltre, anche se le donne sono in grado di sfondare professionalmente per l’istruzione acquisita e in virtù del loro desiderio di raggiungere l’obiettivo di entrare in professioni che sono state considerate nel recente passato tradizionalmente maschili (diritto, medicina, farmacia, comunicazione), vi è una ri-segregazione e una rappresentanza in ambito professionale non uguali tra i sessi. Quindi, possiamo vedere che anche se le donne entrano in professioni che prima erano considerati maschili, il numero è limitato ed è caratterizzato da posti molto particolari. Ad esempio, le donne che hanno studiato legge generalmente sono impiegate in uffici governativi. Coloro che hanno studiato medicina sono impiegate in settori meno prestigiosi della professione e le donne che hanno studiato farmacologia sono impiegate come farmaciste al banco e poco come farmaciste dirigenti ospedaliere.
Inoltre, emerge un divario significativo tra il reddito mensile delle donne  rispetto a quello degli uomini: si attesta al 31,9%. L’ufficio centrale di statistica mostra che, anche se le donne generalmente sono soddisfatte del loro lavoro e che il 41% sono molto soddisfatte, solo il 9% è soddisfatto del loro reddito.
Particolare difficoltà incontrano le donne di mezza età che aspirano a lavorare e risultano soggette a tre tipi di discriminazione: discriminazione sessuale sullo sfondo del sessismo; discriminazione in base alla loro età; discriminazione basata sull’apparenza. Di conseguenza quando cercano di evidenziare le loro competenze per ottenere un impiego, le donne sperimentano la discriminazione a vantaggio degli uomini, dei giovani e delle giovani donne più attraenti. Ognuno di questi tipi di discriminazione o tutti insieme rendono difficile per le donne di mezza età trovare posti di lavoro desiderabili.
Va notato che alcuni cambiamenti stanno avvenendo nei settori tradizionali della società israeliana. Ad esempio, nella società ultra-ortodossa c’è stato un cambiamento significativo da quando le donne vanno a lavorare. Molte donne del gruppo “haredi”, sinora confinate in casa, cominciano a lavorare all’esterno in settori rilevanti per l’economia e questo cambiamento è positivo tanto da poter aiutare molte famiglie “haredi” ad uscire dalla povertà.

In conclusione, sembra che prossimi nuovi orizzonti si aprano alle donne nella società israeliana, anche se ci sono ancora molti ostacoli per quanto riguarda il loro futuro e le possibilità a loro disposizione. Anche se negli ultimi decenni, sulla base della legislazione e della giurisprudenza che ha sostenuto le attività delle organizzazioni per il cambiamento sociale, un cambiamento reale dello status delle donne in molti settori della vita c’è stato. L’abbattimento delle barriere avanza nel nucleo familiare con la condivisione del peso delle attività domestiche, così come i cambiamenti del clima sociale e pubblico per le pari opportunità e il progresso delle donne.
Ancora il livello fra uomo e donna non è alla pari, però è un obiettivo già dal 1984 allorché il parlamento israeliano ha creato un comitato per far arrivare le donne all’uguaglianza.

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