Tredicenne israeliana inventa il sistema per produrre ossigeno nello spazio

Siliconwadi riporta l’ultima scoperta “spaziale” che arriva da Israele. Si tratta di un sistema per la produzione di ossigeno nello spazio, per l’appunto.
Ad inventarlo è stata una ragazza israeliana di appena 13 anni, Roni Oron, vincitrice del premio Satellite is Born che viene conferito dall’Israel Space Agency a giovani di età compresa tra i 12 e i 15 anni, in grado di costruire un modello di satellite che possa rappresentare una svolta per l’umanità e la ricerca.
BioSat, questo il nome del prototipo inventato dalla giovanissima, “permetterà agli astronauti di dimostrare che si può vivere su Marte“, parola di Roni.

Nel dettaglio, come riporta Siliconwadi, Biosat è così composto:

Una sorta di grande bolla su un lato della quale vi è uno specchio e l’altro lato è invece trasparente, consentendo la penetrazione della luce solare. Al centro vi è una capsula, che verrà realizzata con una membrana attraverso la quale potrà passare l’aria ma non l’acqua. All’interno di essa ci saranno acqua e alghe mentre fuori ci sarà l’anidride carbonica. Attraverso un processo di fotosintesi, il satellite produrrà ossigeno. Ci saranno specchi aggiuntivi all’interno del satellite che permetteranno alla luce solare di raggiungere la capsula, ma non tramite radiazione diretta, perché danneggerebbe le alghe.

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Riccardo Ghezzi

Giornalista pubblicista, a un certo punto della sua vita si è accorto di essere più interessato alle vicende di Israele che a quelle italiane. Ha raccolto intorno a sé un gruppo di amici reali e virtuali, competenti e informati su Israele, storia e cultura ebraica, Medio Oriente. E si è convinto che con loro si poteva avviare un nuovo progetto editoriale, così è nato L'Informale.

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