25 aprile, Emanuele Fiano: “Ebrei e Liberazione, le polemiche arrivano da chi ignora la storia”

Per l’onorevole Emanuele Fiano, componente della segreteria nazionale del Pd, responsabile sicurezza del partito e figlio di Nedo, lo scrittore sopravvissuto ad Auschwitz, la Festa della Liberazione non è un giorno come un altro. In un recente post su Facebook ha scritto che si sentirà a casa propria “sfilando assieme alle bandiere del Pd, ai ragazzi di Bella Ciao e alla bandiera della Brigata Ebraica al corteo del 25 aprile a Milano”. Ne parliamo direttamente con lui in questa intervista.

Onorevole Fiano, qual è per lei il significato del 25 aprile? Soprattutto, l’antifascismo è sempre attuale?
L’antifascismo è sempre attuale così come lo sarà sempre la battaglia contro ogni forma di totalitarismo. Noi non celebriamo solo i martiri partigiani e la gioia di essere liberi. Celebriamo la storia che ci ha vaccinato dal pericolo di non vedere in anticipo i segni, i simboli, il linguaggio dei fascismi, dei totalitarismi, della discriminazione e dell’indifferenza. Oggi, proprio oggi, di fronte alle moltitudini che dalle guerre, dalle persecuzioni e dalla fame, chiedono a noi europei aiuto, si sono risvegliati e rafforzati in tutta Europa i movimenti e i partiti neofascisti e neonazisti, perché come sempre nella Storia è il diverso, il più debole, l’indifeso, lo straniero, che può funzionare da capro espiatorio quando la condizione sociale si fa più difficile. Anche per questo di ciò che sono stati i fascismi europei, di cosa possa accadere riducendo o negando la libertà noi non ci dimenticheremo mai.

Per lei cosa rappresentano la vita e la storia di suo padre, Nedo Fiano?
Mio padre è stato il mio maestro di vita, la sua perseveranza nel non dimenticare, la sua allegria e gioia di vivere, la sua scelta di fare dell’insegnamento della storia ai giovani un imperativo morale, sono la strada da seguire.

Ogni anno non mancano le polemiche sul contributo degli ebrei alla lotta di Liberazione. Che ne pensa?
Sono polemiche di chi ignora la storia, di chi confonde ebrei ed Israele, di chi  negando il diritto di Israele a esistere accomuna in questo l’odio antisemita verso gli ebrei in generale. Gli ebrei parteciparono alla lotta di liberazione in Italia e in Europa, furono protagonisti di memorabili rivolte, ancorché ridotti a schiavi come nel caso della rivolta del ghetto di Varsavia, si ribellarono ogni volta che poterono. Il più giovane partigiano d’Italia era ebreo, Franco Cesana; Primo Levi era partigiano.

Come possiamo spiegare, soprattutto ai giovani, il ruolo fondamentale avuto dalla Brigata Ebraica?
La Brigata Ebraica fu la scelta gloriosa di un gruppo di ebrei abitanti dell’allora Palestina di partecipare alla guerra di liberazione in Italia inquadrati nell’Esercito di sua Maestà. Il corpo venne costituito nel 1944. Ne facevano parte ebrei provenienti dai territori che sarebbero divenuti l’attuale Israele. Le sue attività militari sono ricordate soprattutto per le azioni in Emilia e Romagna e per le successive azioni di aiuto alle Comunità ebraiche.

Lei il 25 aprile sarà in piazza a Milano. Teme polemiche per la presenza dei vessilli e dei sostenitori della Brigata Ebraica?
Sì, temo che ci saranno i soliti facinorosi antisionisti e magari antisemiti che si faranno distinguere come sempre.

Massimo Montebove

Massimo Montebove

Si occupa da sempre di sicurezza e comunicazione, soprattutto per quel che riguarda la Polizia di Stato. Cultore di psicologia, laureato in Filosofia e giornalista pubblicista, collabora con varie testate ed è blogger di Huffington Post. Racconta agli amici più stretti di essersi innamorato di Israele durante un viaggio di lavoro a Tel Aviv e Gerusalemme. Un amore divenuto irrefrenabile.

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