Islam e Islamismo

Bufala: Zouheir, l’eroe musulmano di Parigi, è stato inventato dai giornalisti

Esiste davvero l’eroe musulmano che ha salvato migliaia di vite umane sventando l’attentato allo stadio di Parigi, che avrebbe potuto essere il più sanguinosi tra quelli della sera del 13 novembre?
Esiste davvero un addetto alla sicurezza di nome Zouheir (o Zouheri), ma in quel momento si trovava da tutt’altra parte e non ha avuto alcun ruolo attivo nel far fallire l’attentato.
La storia a lieto fine, un musulmano che salva vite umane sventando un attentato di terroristi islamici, era però troppo ghiotta e strappalacrime e ha evidentemente solleticato troppi giornalisti che hanno cominciato a farla circolare.
Ma è una bufala, smascherata dal noto blogger Paolo Attivissimo.
Ecco cosa scrive
:

Ci hanno voluto credere in tanti, perché è una storia consolatrice, ma invece è una balla, diffusa ottusamente dai giornalisti che non controllano le fonti e dagli utenti dei social network che si fidano ciecamente di quello che leggono in giro: non è vero che un addetto alla sicurezza musulmano di nome Zouheir (o Zouheri) ha fermato uno degli attentatori all’ingresso dello stadio parigino dove c’erano 80.000 persone per la partita Francia-Germania ed è quindi un eroe.

Lo racconta per esempio Vanity Fair a firma di Alessia Arcolaci*, lo racconta Repubblica a firma di Corrado Zunino, lo scrive La Stampa, lo ribadisce Huffington Post, e ci sono cascati anche molti giornalisti stranieri, ma il sito antibufala Snopes spiega che in realtà l’addetto di nome Zouheir ha semplicemente raccontato a un giornalista del Wall Street Journal, che ne scrive in questo articolo, quello che è successo altrove allo Stade de France il 13 novembre scorso. Non ha indicato la propria religione, non ha interagito con i terroristi e non è intervenuto personalmente per salvare centinaia di vite.

* L’articolo di Vanity Fair è stato successivamente rettificato.

Aggiungerò maggiori dettagli nelle prossime ore, ma volevo cominciare a segnalare la bufala. Giornalisti, rettificate i vostri articoli. Non abbiamo bisogno di fiabe: abbiamo bisogno di fatti.

2015/11/17 18:55: in dettaglio

La bufala è stata alimentata enormemente da un tweet di un utente Twitter,@simplyboca, che ha postato lo screenshot di una descrizione (in inglese) di quello che avrebbe fatto Zouheir. Questo tweet, al momento in cui scrivo queste righe, è stato retweetato oltre 46.000 volte.  Traduco in italiano la descrizione:

“Tutti abbiamo visto il video della partita di calcio Francia-Germania in cui si sente il rumore di un’esplosione che spinge i calciatori a guardarsi l’un l’altro con espressione incuriosita e confusa. Quell’esplosione è avvenuta FUORI dallo Stade de France. L’intento era di farla accadere DENTRO e uccidere potenzialmente centinaia di persone, compreso il presidente francese François Hollande. Ma non è accaduto.

Non è accaduto perché una guardia di sicurezza ha notato il giubbotto esplosivo dell’attentatore e ha affrontato quest’ultimo. L’attentatore allora ha fatto esplodere il proprio giubbotto FUORI dallo stadio. Tutti quelli DENTRO sono rimasti al sicuro.

Quella guardia di sicurezza che ha salvato così tante persone, centinaia se non migliaia, compreso lo stesso Presidente della Francia, è stata completamente ignorata e solo il suo nome è stato segnalato soltanto qualche volta.

Il suo nome è Zouheir. È un musulmano.

Non importa a nessuno.”

Ma i fatti sono ben diversi da quelli presentati in questo racconto. Tutto quello che si sa su Zouheir ha un’unica fonte, un articolo del Wall Street Journal, firmato da Joshua Robinson e Inti Landauro, nel quale Zouheir si limita ariferire quello che è successo altrove (l’evidenziazione è mia):

“La guardia – che ha chiesto di essere identificata soltanto per nome, Zouheir – ha detto che l’attentatore è stato scoperto mentre indossava un giubbotto esplosivo quando è stato perquisito all’ingresso dello stadio circa 15 minuti dopo l’inizio della partita… Mentre l’attentatore tentava di allontanarsi dagli addetti alla sicurezza, ha detto Zouheir, ha fatto esplodere il giubbotto, che era carico di esplosivi e bulloni, secondo il pubblico ministero François Molins. Zouheir, che si trovava accanto al corridoio dei calciatori, ha detto che la sequenza gli è stata raccontata dalla squadra addetta alle perquisizioni di sicurezza al cancello.”

Quindi non è vero che Zouheir ha “affrontato” l’attentatore: non l’ha nemmeno visto, perché era altrove. E nell’articolo del WSJ non viene indicata la religione di Zouheir.

L’affermazione di Repubblica secondo la quale “Zouheir si è accorto che quel giovane dai tratti mediorientali aveva qualcosa sotto il vestito. Un giubbotto esplosivo, fabbricato con esplosivo militare più pile, detonatore e bulloni. L’uomo è scappato, Zouheir ha dato l’allarme” è pura invenzione giornalistica firmata da Corrado Zunino.

Le asserzioni di Huffington Post che “Zouheri [sic] rappresenta l’altro lato, quello dell’integrazione”, che “Zouheri, musulmano […] è l’addetto dello stadio Saint Denis che ha respinto ai tornelli uno dei terroristi kamikaze” e che “Zouheir [sic] avrebbe identificato qualcosa di ‘losco’ nel kamikaze” sono pura fantasia.

L’affermazione de La Stampa che l’attentatore “è stato fermato ai cancelli dello Stade de France dopo che un addetto ai controlli, un uomo di origine araba di nome Zouheir, ha scoperto che indossava dell’esplosivo”, è falsa. Paradossalmente, La Stampa cita come fonte proprio il Wall Street Journal.

A parte Vanity Fair, nessuna delle fonti giornalistiche italiane che ho elencato ha finora pubblicato una rettifica.

Vorrei prevenire eventuali strumentalizzazioni di questa mia segnalazione antibufala: non l’ho pubblicata per soffiare sul fuoco dell’odio anti-islamico o per screditare i musulmani, ma semplicemente perché non è accettabile che chi fa giornalismo manipoli la verità. Neanche per costruire una versione degli eventi che riscatta i tanti musulmani che vorrebbero semplicemente vivere in pace e che vengono massacrati dai loro stessi correligionari fanatici.

Fonte: Paolo Attivissimo

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