Contrordine di Abu Mazen: “Abbiamo vinto, tornate a pregare in Al Aqsa”

Il Mufti di Gerusalemme, Mohammed Hussein, ha dichiarato che considera terminato il boicottaggio musulmano del Monte del Tempio a causa delle nuove misure di sicurezza israeliane, dopo che la polizia ha rimosso tutte le infrastrutture recentemente collocate agli ingressi del sito sacro.
“Le cose sono tornate a quello che erano, quindi pregheremo in Al-Aqsa”, ha il Mufti.

Il presidente dell’Autorità palestinese Mahmoud Abbas ha anche rilasciato una dichiarazione per chiedere ai fedeli di pregare all’interno della moschea di Al-Aqsa. Una appello che arriva dopo quello delle autorità religiose musulmane di Gerusalemme, che hanno invitato i fedeli a pregare sul Monte anziché nelle loro moschee locali.
I musulmani avevano rifiutato di entrare nel sito a causa delle nuove misure di sicurezza, compresi i metal detector e le telecamere, dopo l’attentato del 14 luglio in cui tre arabi israeliani hanno usato armi contrabbandate all’interno della moschea per uccidere due poliziotti israeliani.

La dichiarazione del Mufti è arrivata poco dopo che la polizia israeliana ha fatto sapere che tutte le nuove misure di sicurezza, che avevano causato disordini e morti a Gerusalemme e in Giudea e Samaria, sono state rimosse.
“La polizia ha ripristinato la situazione com’era prima dell’attacco terroristico presso Haram al-Sharif, prima del 14 luglio” ha detto la portavoce della polizia israelian Luba Samri all’agenzia AFP, usando il nome musulmano per il sito del Monte del Tempio.
Tra Israele ed i fedeli musulmani ci sono state tensioni intorno al luogo sacro per quasi due settimane, nonostante la rimozione dei metal detector avvenuta già martedì scorso. Restava la preoccupazione di grandi disordini in vista del venerdì santo.
Anche i parapetti e i ponteggi recentemente installati con macchine fotografiche sono stati rimossi dal complesso del Monte del Tempio, che comprende la Moschea Al-Aqsa e la Cupola della Roccia.
La rimozione delle installazioni durante la notte ha spinto gruppi di palestinesi a festeggiare nelle strade vicine al sito.

Riccardo Ghezzi

Giornalista pubblicista, a un certo punto della sua vita si è accorto di essere più interessato alle vicende di Israele che a quelle italiane. Ha raccolto intorno a sé un gruppo di amici reali e virtuali, competenti e informati su Israele, storia e cultura ebraica, Medio Oriente. E si è convinto che con loro si poteva avviare un nuovo progetto editoriale: così è nato L'Informale, di cui è direttore responsabile.

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